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Ve lo ricordate il bel faccione di Giuseppe Verdi sulle vecchie mille lire? Oppure lo sguardo rassicurante di Maria Montessori sua erede, dal 1990, sul  più stampato biglietto della Banca d'Italia? E il volto di Michelangelo sulle diecimila lire, quello del Bernini sulle cinquantamila o, come per sottolinearne l'importanza, quello di Raffaello sulle cinquecentomila lire? Il ricordo di quelle banconote,  la cui sorte fu segnata nel gennaio del 2002 con l'entrata in vigore dell'Euro, non può non passare attraverso la rassegna dei volti di uomini illustri, che con l'avvento della Repubblica caratterizzarono la produzione di moneta cartacea. Qualcuno  di voi, o dei vostri più stretti parenti, forse ne ha conservata qualcuna in qualche cassetto, in un album di vecchie fotografie o fra le pagine di un libro (come si fa con i fiori). Ripercorriamo la nostra storia recente mostrandovi l'intera gamma  dei tagli che hanno caratterizzato le banconote in lire, dal 1947 al 2002. Biglietti che hanno oggi una loro quotazione numismatica, e in alcuni casi valori interessanti.


Nelle prime stampe della Banca d'Italia, a dire il vero, non si pensò  subito agli scienziati, agli artisti, agli educatori o agli scopritori. Le prime mille lire, emesse nel 1947, recavano sul contrassegno (un cerchio rosso al centro della banconota) la cosiddetta testina d'Italia. Un decreto dello stesso anno ma successivo  all'emissione stabiliva che da quella data in poi il contrassegno fosse rappresentato dal volto di Medusa, che verrà dal 1971 sostituito dal Leone di San Marco. Nel 1962 sulle mille lire fa il suo esordio Giuseppe Verdi. Il musicista è l'unico personaggio  che compare su due emissioni differenti. Nella prima versione, lo sguardo di Verdi è rivolto a sinistra, nella successiva, datata 1969, il grande compositore guarda, severo e ispirato, direttamente negli occhi dei consumatori.

Mille lire.  E' la cartamoneta più famosa d'Italia, stipata nei portafogli, piegata in quattro nei borsellini, stropicciata nelle tasche, di frequente devastata dalle lavatrici, e oramai lontana irrimediabilmente dal "se potessi avere mille lire al mese, senza  esagerare, sarei certo di trovare tutta la felicità" come cantava Umberto Melnati nel 1939.

A questo punto, con una piccola dose di approssimazione (ché determinare il valore di una moneta è spesso come stabilire l'età degli angeli) cerchiamo di vedere nel dettaglio le banconote. I tagli vanno - negli anni presi in considerazione -  dalle 500 lire, scomparse all'inizio degli anni '80, alle 500.000 lire emesse per la prima e unica volta nel 1997, con una tiratura di 280 milioni di pezzi. Tralasciamo i biglietti di Stato da 50 e da 100 lire emessi nel 1951.
Le quotazioni dipendono  in gran parte dalla tiratura della banconota, dallo stato di conservazione ma soprattutto dalla reperibilità. Lo stato di conservazione è comunque basilare.Una cartamoneta catalogata con una B, vuol dire che presenta strappi, macchie e scritte.  Con BB si fa riferimento a banconote che pur essendo circolate, non presentano rotture. Con SPL, sono quasi perfette e hanno circolato poco. Infine con FdS, s'intende Fior di Stampa, praticamente intonse e senza pieghe. Prima di iniziare è opportuno  menzionare le banconote appartenenti alle cosiddette serie speciali sostitutive, che vennero usate per sostituire la cartamoneta con difetti di fabbricazione, distrutta prima di entrare in circolazione. Queste banconote sono riconoscibili dalla prima  lettera della numerazione alfanumerica che a seconda dei casi può essere una W, una X o una Z, e hanno una quotazione a parte rispetto alle emissioni ordinarie.

Teniamo inoltre a precisare che il nostro excursus non è rivolto ai collezionisti,  ai commercianti, ai professionisti. I nostri approfondimenti sono indirizzati ad un pubblico di curiosi e si fermano nel momento in cui la materia rischia di diventare troppo impegnativa.


Tutte le quotazioni presenti in questa rubrica sono suscettibili di variazioni.



500 lire



Chi ha superato i 40 anni non può non ricordarle. Le 500 lire in carta moneta dal '47 al '79 (data dell'ultima emissione) hanno subito nel tempo alcune modifiche sostanziali. Il primo tipo emesso nel '47, nel '48 e nel '61, stampato  su carta bianca filigranata in pasta, era grande 146X70 mm. Sul recto presentava a sinistra l'Italia ornata di spighe (nella figura di una donna) e a destra la filigrana. Possederne una in FdS significa ricavarci circa 500 euro per le prime due emissioni.  Per quella del '61 il valore può salire fino a 550 euro. Se la banconota è circolata molto, la quotazione scende sui 60 euro.
Nel 1950 viene emessa dalla Banca d'Italia la banconota da 500 lire dalle dimensioni decisamente più ampie. Non  presenta figure (a parte il contrassegno con la testina d'Italia al centro) ed è simile alle banconote emesse negli ultimi anni del regno di Vittorio Emanuele III e Umberto II.. E' una banconota molto ricercata dai collezionisti perché ha un livello  di rarità elevatissimo. Pensate che un pezzo in Fior di Stampa vale circa 31.000 euro, e anche se si presenta un po' vissuto le quotazioni non scendono sotto i 6.500 euro. Non credo che la troviate fra le pagine di un libro dei vostri nonni, per cui  vi sconsiglio di mettervi a sfogliare la biblioteca di famiglia e vi suggerisco di riflettere sul fatto che 500 lire di allora difficilmente sarebbero finite in naftalina.

Nel '66 viene stampata la banconota 500 lire con la Testa di Aretusa,  con le cornucopie in filigrana, 110X55 mm. E' una banconota comune, il cui valore va dai 5 ai 40 euro, se si eccettua quella emessa nel 1975 che in Fior di Stampa può valere 650 euro circa. Discorso a a parte, come per tutte le banconote, quelle delle  serie speciali sostitutive, in questo caso riconoscibili dalla W posta in alto a sinistra del recto. Quella del 1975 (W05 emessa il 23 aprile di quell'anno) in Fior di Stampa vale anche 1.500 euro. Se ne avete una conservata da qualche parte, date un'occhiata.  In questo caso W sta per "Evviva"!!!


Nel '74, '76 e '79 vengono stampate le 500 lire con la Testa di Mercurio, 115X59 mm. Sono le più comuni di tutte, in Fior di Stampa non superano i 10 euro di valore. A meno che in alto a sinistra  del recto non appaia la solita W. Anche in questo caso, però, se la banconota ha circolato parecchio il valore non supera i 10 euro, e in Fior di Stampa saliamo a 150 euro.

Le 500 lire in cartamoneta, saranno sostituite dalla bellissima bimetallica  del 1982


1.000 lire

     

Le prime 1000 lire della Repubblica Italiana, datate 1947 erano simili alle 500 lire del primo tipo. Le emissioni dureranno con lunghe pause fino ai primi anni sessanta. Il loro valore è interessante, soprattutto quelle datate  1949, della serie che va da C239 a Q286. In FdS il loro valore si aggira sui 500 euro. Tutte le altre sono quotate sui 300 euro, se perfettamente conservate. Esistono due tipi di questa banconota datata 1947: una col contrassegno Testina d'Italia, l'altra  col contrassegno Testa di Medusa. La prima, considerata rara, in FdS ha un valore che si aggira attorno ai 600 euro. In stato BB siamo attorno ai 100 euro. Interessanti le quotazioni delle serie speciali sostitutive, riconoscibili da una W nella prima  lettera della numerazione alfanumerica, e da una X solo nell'annata 1961. Queste ultime in FdS sono quotate sugli 800 euro, in BB 140 e in Spl circa 300.
Con Decreto Ministeriale del 28 giugno 1962 furono determinate le caratteristiche delle nuove  1000 lire, detta Verdi. La filigrana ritraeva la testa laureata di Apollo posta a sinistra. A destra il busto del grande musicista. Le dimensioni erano 125X63 mm, più piccole delle precedenti, che erano 158X73 mm. Queste banconote furono emesse dal  1962 al 1968. Interessante come quotazione quelle del 1964. In FdS siamo sui 300 euro. Tuttavia perde di valore se la banconota è circolata. Già in Spl scendiamo sugli 80 euro. In BB addirittura non superiamo i 15 euro. Nelle serie speciali sostitutive  che riconosciamo in questo caso dalla letta X posta in alto a sinistra le quotazioni salgono. C'è n'è un tipo emessa nel 1969 (serie X14) che in FdS arriva a valere sui 1000 euro. In Spl 450.

Il Decreto Ministeriale del 26 febbraio 1969  determinò le caratteristiche delle mille lire cosiddette: Verdi, nuovo tipo. innanzi tutto l'immagine del compositore è più realistica. La filigrana è uguale alle mille lire precedenti, ma la carta era in avorio ad impasto speciale e non bianca.  Inutile dire che è una moneta comune. Pensate, di questo biglietto furono autorizzati 1.972.000.000 pezzi. Anche quella più rara del 1973 non supera, in FdS, i 15 euro. Se il biglietto e circolato il valore è molto basso. Però... c'è il  solito però delle serie speciali sostitutive, riconoscibili da una X seguita da una A posta in alto a sinistra e sopra il volto di Giuseppe Verdi. Qui troviamo valori interessanti, come per quelle emesse nel 1971 (480 euro in FdS, 140 in Spl) o del  1980 e 1981 (in FdS sui 400 euro.

Delle mille lire successive, cosiddette Marco Polo, furono autorizzati 2.148.000.000 pezzi. Anche qui vedremo l'interessante serie speciali sostitutive, dal momento che quelle ordinarie non hanno mercato (quelle  datate '82, '83 e '84 non superano i 6-7 euro). Per quelle con la X posta in basso del verso, sotto il disegno del Palazzo Ducale di Venezia, per intenderci, il discorso si fa interessante. per quelle emesse nel 1988 e nel 1989 il valore in FdS si aggira  attorno ai 230 euro. E anche se la banconota è circolata mantiene valori interessanti (Spl 120 euro, BB 50 euro). Ecco lo specchietto delle lettere (le seconde della numerazione alfanumerica) per distinguere gli anni di emissioni delle varie banconote.  '82-A / '83-B / '84-C / '85-D / '88 - (due emissioni) E e F. Per le serie speciali (dopo la lettera X): '84 - A / '85-B / '86-C / '88-D / '89-E / '91-F. (vedi specchietto sottostante)


Il 27 dicembre del 1990 entrano in circolazione le nuove  banconote da mille lire, che saranno anche le ultime. M. Montessori , la grande pedagoga, viene scelta come erede di Marco Polo e di Giuseppe Verdi. Quelle datate 1990 in FdS valgono circa 5 euro. Quelle interessanti appartengono alla solita  serie X. Le mille lire con numeri XC e XD (dunque del 1996 e 1997) valgono circa 200 euro in FdS. Buona valutazione anche per quelle datate 1993 (XA). Anche per queste monete vi forniamo lo specchietto per comprendere l'anno di emissione: '90-A / '91-B  / '93-C / '94-D / '95-E / '96-F / '98- G e H.. Per le serie speciali (dopo la lettera X): '90 - A / '91-B / '86-C / '88-D / '89-E / '91-F.. Per le serie speciali con la X: 1993-A e B / 1995-C / 1996-D / 1997-E / 1999 - F, G e H.


CURIOSITA': Dalle mille lire Marco Polo in poi per identificare la data di emissione di una banconota, bisogna leggere la seconda lettera della numerazione alfanumerica. se ad esempio è una E, vuol dire che detta banconota appartiene al quinto anno  di emissione. Non essendo le date regolari è però necessario conoscere l'esatta sequenza degli anni. Ad esempio le 1000 lire Montessori furono emesse nel '90, '91, '93, '94, '95, '96 e '98, date che sulla banconota verranno segnalate rispettivamente  da A per il 1990, B per il 1991, C per il 1993, D per il 1994, E per il 1995, F per il 1996, G e H (perché divise in due emissioni) per il 1998



2.000 lire

 

Un decreto ministeriale del 18 maggio 1973 determina un nuovo taglio, quello da 2000 lire. Questa volta il protagonista è posto al centro della banconota. Si tratta di Galileo Galilei, e il tema della banconota è l'osservazione  del cielo. Sul verso vediamo una carta stellare in alto, e sulla destra un osservatorio e addirittura un radar. Questa moneta fu emessa nel 1973, 1976 e 1983. Il loro valore è basso e solo se la cartamoneta appare in perfette condizioni. Per i primi  due anni siamo attorno ai 30 euro. Per le serie speciali sostitutive, riconoscibili da una X, il discorso come al solito cambia. Se ne avete una col numero di serie che inizia con XA e dopo altre cifre termina con una B o con una C, allora, se in stato  di conservazione FdS, avete in mano un pezzo valutato sui 530 euro. Scende, e di molto, se in stato BB.

L'8 luglio del 1991 entrano in circolazione le nuove duemila lire, quelle raffiguranti Guglielmo Marconi, universalmente noto per l'invenzione  del telegrafo senza fili. Data di emissine 1990 (A) e 1991 (B). Quotazioni che in FdS si aggirano attorno ai 5 - 6 euro. Per quelle con la X (XA e XB entrambi emesse nel 1993) il valore per una in FdS si aggira sui 60 - 80 euro



5.000 lire

  

dal '47 al '63 furono stampate le cinquemila lire tipo: Repubbliche marinare. Diciamo subito che quella del '47 con la testina d'Italia come contrassegno ha un valore molto alto. In FdS siamo sui 13.500 euro, se presenta pieghe ed  è circolata con frequenza sui 1.500 euro. Tutte le altre, anche alcune del '47, recheranno il contrassegno con il volto della Medusa. E' una banconota interessante dal punto di vista delle quotazioni. In FdS sono tutte quotate dai 1500 ai 2000 euro.  Anche in BB mantengono buone valutazioni, mai inferiori ai 280 euro. Le serie speciali contraddistinte dalla lettera W, stampate nel '64 valgono sui 2000 euro per quelle con numero di serie che vanno da W1 a W207 e quasi 3000 euro per quelle che vanno  da W208 a W291.

Ed eccoci alle cinquemila lire, del tipo: Cristoforo Colombo. Ne esistono due sottotipi: quelle con una caravella, emesse nel 1964, nel 1968 e nel 1970 e quelle con tre caravelle emesse nel 1971, nel 1973 e nel 1977. Le caravelle  sono poste sul verso della moneta, ma le differenze ci sono anche sul recto. Il disegno che ritre il navigatore tuttavia è lo stesso. La prima fu stampata su carta bianca (e in alcuni casi su carta verdina) la seconda su carta avorio. Interessante  la quotazione di quella del 1968 su carta bianca (ne esiste anche una versione su carta verdina) che in FdS vale circa 1400 euro, e si mantiene su buoni livelli anche in stato BB. Quelle delle serie speciali contrassegnate con una W per il primo tipo,  con una X per il secondo tipo, sono come al solito interessanti.



Un Decreto Ministeriale del 2 marzo 1979 determina le caratteristiche del nuovo biglietto da 5000 lire. Protagonista Antonello da Messina. date di emissione: '79, '80, '82 e '83.  L'ultima è l'annata migliore. In FdS siamo sui 70 euro. Per le serie speciali sostitutive gli anni sono diversi da quelli che appaiono sul biglietto. Quelle datate 1979 in realtà sono emesse nel 1981. Quelle dell'80 vengono emesse nel 1983. Quelle  datate 1982, vengono emesse nel 1984 e quelle datate 1983 vengono emesse nel 1985. Insomma mancava solo questo per ingarbugliarci ancora di più nel misterioso e affascinante mondo della cartamoneta. Comunque, tanto per tornare alla materia, diciamo  che tutte e quattro le emissioni delle serie speciali hanno ottima quotazione. Tutte simili negli anni. In FdS siamo attorno ai 1200 euro. In Spl siamo sui 600 euro

L'8 luglio 1985 entrano in circolazione le nuove 5000 lire, raffiguranti Bellini.  1985, 1988, 1992 e 1996 le date di emissione. Quelle del primo anno (A) in FdS sono quotate circa 50 euro. Quelle delle serie speciali segnate con XA hanno un'ottima quotazione: circa 800 euro in FdS, 320 in Spl, 160 in BB.


CURIOSITA': La rarità non dipende solo dalla tiratura di una banconota. La cosa che più conta è la reperibilità. Infatti nel tempo molte tirature sono state distrutte o ritirate.



10.000 lire



Anche le 10.000 lire esordirono nella Repubblica Italiana con la serie dedicata alle Repubbliche Marinare. Le prime, emesse nel 1948, mantengono un buon valore di mercato (FdS 1300 euro). La banconota presenta due ovali bianchi,  nei quali in filigrana vediamo i volti di Galilei (a destra) e di Michelangelo (a sinistra). Quest'ultimo in seguito sarà il testimonial (consentitemi il termine) delle successivediecimila lire. Le dimensioni erano importanti (245X125) come d'altra  parte, negli anni '40 e '50, lo era il valore nominale. La banconota del '58 è quotata in FdS oltre i 1100 euro. Tutte le altre sono ben quotate (Poco sotto i 1000 euro in FdS, e dai 350 ai 450 in Spl). Le serie speciali (W) furono stampate nel 1961  e nel 1962. In Fior di Stampa siamo sui 1600 euro. Si mantiene alta la quotazione anche in Spl 750 euro circa, e in BB dai 350 ai 380 euro.
Il 12 aprile 1962 un Decreto Ministeriale determina le caratteristiche del nuovo biglietto da diecimila lire.  E' il cosiddetto tipo: Michelangelo, il cui volto appare sul recto a destra. Sul verso invece è raffigurato il Campidoglio, posto al centro di due ovali. Quotazioni discrete ma non alte per questo biglietto dalle dimensioni assai più ridotte del  precedente: 158X78 mm. La prima emissione è datata 1962, l'ultima 1973. Quella del 1964, in Fior di Stampa, ha un valore che si aggira attorno ai180 euro. Le serie speciali sostitutive (la W posta in alto a sinistra) sono interessanti anche in caso  di biglietto piegato e macchiato. Insomma rimangono su discreti livelli anche in BB. Quelle ad esempio del 1970 e 1973 sono quotate oltre i 100 euro. Le stesse in FdS 250-300 euro.

Nel 1976 vengono emesse per la prima volta le diecimila lire  del tipo: Macchiavelli. Il personaggio straordinariamente posto a sinistra del recto (della serie dedicata ai personaggi illustri lo avevamo visto solo sulle 5 mila lire Antonello da Messina), e l'impianto grafico decisamente innovativo. L'ultima emissione  è del 1984. Quotazioni basse. Solo quelle del 1984 con il numero di serie QC0 (altri numeri) 1Q e PC7 (altri numeri) 0T, alzano la media. In questo caso siamo sui 90 euro circa. Le serie speciali, questa volta contrassegnate da una X posta in basso  a sinistra del verso, sono per tutte le emissioni, molto interessanti. In FdS quella del 1984 vale circa 1000 euro, in Spl 500 euro. Ma anche negli altri anni si mantengono poco sotto i mille euro di valore in FdS.



Ed eccoci alle ultime diecimila  lire, quelle che scomparvero assieme all'intera monetazione in lire. Stiamo parlando del tipo Volta. L'inventore nel 1799 della pila, è alla destra del recto. La posizione è di trequarti, ma, straordinariamente fino ad allora, rivolta verso il margine  destro del biglietto (se si eccettuano le 2.000 lire del 1975; ma lì il personaggio è posto al centro del rettangolo). La stessa posizione la ritroviamo nel Bernini delle contemporanee 50000 lire e successivamente, nel 1997, nel Raffaello delle  500.000 lire. Il biglietto esordisce nel 1984 e vedrà l'ultima emissione nel 1998. Un percorso lungo se paragonato a quello degli altri biglietti. Dopo di questa non ci saranno più banconote da 10.000 lire. Quotazioni basse nelle serie ordinarie,  si riscatta in quelle speciali (X). 1991 (XC....B) 520 euro in FdS, 270 in Spl. 1991 (XC.....A) 450 euro in Fds, 200 in Spl.



20.000 lire



Con Decreto Ministeriale n..272 del 18 maggio 1973, fu determinato un nuovo taglio: le 20.000 lire. Ebbe vita breve e fu stampato in 99.500.000 pezzi, emessi nel 1975. Protagonista è Tiziano, sul retro è riprodotto L'Amor sacro  e l'Amor Profano dipinto nel 1513 dal pittore veneto. le quotazioni della serie ordinaria sono interessanti. circa 400 euro FdS, 200 Spl, 100 BB. Le serie speciali sono caratterizzate dalla X all'inizio della numerazione alfanumerica del numero di serie,  e hanno valori molto alti, che si aggirano sui 4700 euro per un FdS, e rimangono alti anche quando il biglietto presenta evidenti segni di usura. BB circa 1000 euro.



50.000 lire



Non poteva mancare Leonardo da Vinci nella rassegna di uomini illustri italiani. Il 29 maggio del 1967 un D.M. autorizzò il nuovo taglio da 50.000 lire. Le date di emissione di questa banconota furono 1967, 1970, 1972 e 1974.  Le prime hanno un'ottima quotazione: circa 1100 euro in FdS, e si mantengono alte nelle quotazioni BB (250 euro circa) e Spl (500 euro circa). Negli altri anni le quotazioni (FdS) sono leggermente al di sotto dei 700 euro. Valori elevati per le banconote  appartenenti alle serie speciali sostitutive (W): quelle del 1968, ad esempio, sono quotate (FdS) poco al di sotto dei 3000 euro.



Nel 1977 vengono emesse le nuove 50.000 lire, tipo: Volto di Donna. L'ultima emissione è del 1982. Interessanti,  ai fini delle quotazioni, quelle del 1978 che hanno il numero di serie che inizia con una I oppure con una Z. In questo caso siamo sui 400 euro per una FdS, 150 per una Spl e 50 per una BB. Per le emissioni delle serie speciali sostitutive il valore aumenta  considerevolmente: quelle del 1978 che hanno una X all'inizio del numero di serie e una A alla fine, valgono circa 1800 euro.




Le 50.000 lire tipo: Bernini esordiscono nel 1984, data della prima emissione. Di questa banconota esistono due  tipi. L'ultima emissione del primo tipo sarà del 1992 e per le serie speciali del 1993. I biglietti del secondo tipo, che avranno il colore modificato rispetto a quelli del primo tipo, partiranno dal 1992 e cesseranno con l'ultima emissione del 1999.  Nonostante siano le più recenti nel taglio da 50.000 le quotazioni sono discrete. Nelle serie ordinarie si aggirano tutte attorno ai 90 euro (FdS), ad eccezione di quella del 1992 primo tipo, più rara, compresa nei numeri di serie che vanno da AE0  (solo per le prime cifre a FE7. In questo caso la quotazione supera i 1000 euro (FdS). Per le serie speciali sostitutive ottima quotazione per quelle del 1993 del primo tipo con il numero di serie che inizia con XE (poco sotto i 3000 euro, FdS - 1500  euro Spl - 700 euro BB).


CURIOSITA': Se leggendo queste pagine siete stati assaliti dal raptus del collezionista, è necessario che teniate a mente principalmente due cose: il mercato è pieno di falsi che solo un esperto può smascherare; lo stato di conservazione non  è facile da certificare. Sono in molti (non mi riferisco ai negozi seri di numismatica, ovviamente) che spacciano un biglietto Fior di Stampa, quando in realtà non lo è affatto. Molti intrallazzatori si servono spesso del ferro da stiro per dare  l'impressione che una banconota sia nuova e mai circolata. Ad un attento esame però la magagna esce fuori, per l'alterazione sia delle fibre della carta, sia dei colori.



100.000 lire



Per i tagli da centomila lire la serie fu inaugurata da Alessandro Manzoni, nel 1967. Proseguirà nelle emissioni del 1970 e del 1974. Hanno tutti quotazioni interessanti: circa 1400 euro per un FdS del '67, oltre i 300 euro per  un BB. La miglior valutazione riguarda le banconote relative all'emissione del 1970 con la serie che inizia con A000 : FdS 1600 euro; Spl 700 euro; BB 350. Alte le quotazioni per le serie speciali, con picchi per quelle del 1968 con serie che inizia con  W e finisce con C, e quelle del 1970 (data sul biglietto) con numero di serie che inizia con W e termina con F. In entrambi casi siamo abbondantemente al di sopra dei 2500 euro per un Fior di Stampa.



Un Decreto Ministeriale del 16 giugno  1978 vengono stabilite le caratteristiche del nuovo biglietto da 100.000 lire. Si tratta del tipo: Primavera del Botticelli. Il volto della donna ritratta dal grande pittore quattrocentesco, appare sulla sinistra della banconota, in una impostazione grafica  simile alle 50.000 lire dello stesso anno. Autore di entrambe il disegnatore G. Savini. Il biglietto da centomila verrà emesso nel 1978, 1980 e 1982. Quest'ultima, con numero di serie che inizia con la Q (dal punto di vista delle quotazioni) è l'annata  migliore. 260 per un FdS. Per le serie speciali sostitutive la lettera di riconoscimento è la X, posta sul verso in basso sia a destra che a sinistra. Una banconota del 1982 (data sul biglietto) con numero di serie XA (altre cifre) ..C, in FdS vale  oggi sui 2400 euro; Spl 1200 euro; BB 600 euro.


Ed eccoci alle ultime 100.000 lire della storia. Della stessa banconota (come per quelle da 50.000 lire) ne esistono due tipi: Caravaggio primo tipo e Caravaggio nuovo modello. Sul recto  il volto del pittore secentesco, sul verso il Cesto con Frutta. La differenza fra i due tipi è nella colorazione, in alcuni dettagli dello sfondo e nella filigranatura, che è doppia nel nuovo modello. Per il primo tipo il debutto avviene nel 1983.  Oggi tutte le banconote in FdS sono valutabili fra i 150 e i 200 euro. Non esiste mercato se prive del requisito di Fior di Stampa, a meno che non facciano parte della solita serie sostitutiva, indicata con la lettera X. Una banconota del 1986 con numero  di serie che inizia con XA vale oggi sui 400 euro: Spl 200; BB 100. Nel 1994 viene emessa per la prima volta la banconota del nuovo modello. Per tutti gli anni di emissione (fino al 1998) vale la stessa quotazione: circa 100 euro in FdS. Più alti i  valori della serie speciale, segnati dalla X all'inizio del numero di serie: 1996 (XA) FdS 250 euro. Le banconote con XE sono quotate oggi in FdS sui 340 euro; Spl 200 euro; BB 100 euro.



500.000 lire



L'onore dell'ultimo taglio, il più alto mai esistito nella storia della lira italiana, spetta a Raffaello, la cui effige (presa dal famoso autoritratto) è posta sulla destra del recto. Sul verso osserviamo La Scuola di Atene,  l'affresco conservato nella Stanza della Segnatura nei Palazzi Vaticani. Le 500.000 lire, oltre a inchiostri speciali e fili metallici, erano dotate di fibre fluorescenti visibili con luce ultravioletta per garantire sicurezza e scoraggiare falsificatori.  Fu emessa il 13 maggio 1997, e oggi è valutabile solo in FdS: circa 350 euro. Se presenta all'inizio del numero di serie una X, la quotazione si aggira attorno ai 500 euro in FdS; 400 in Spl; 270 in BB.

Le quotazioni in questa pagina sono solo indicative e suscettibili di variazioni

 
 
 
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