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Boondocks

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Non so cosa stessero facendo quei ragazzini nella prima striscia dei Boondocks che ho letto in vita mia, ma ricordo perfettamente quello che pensai in quel momento: "Come è finita questa roba su un quotidiano?".

Sono le prime parole della prefazione scritta da Michael Moore al IV libro dedicato ai Boondocks (Il diritto di essere contro - Arcana - € 16).  Il regista americano ammette che trovarsi di fronte ad una striscia così graffiante, e assolutamente non politicamente corretta, che osasse spingersi oltre quel limite imposto dalla maggior parte dei giornali americani che chiede ai fumetti di essere i più innocui possibile, di non offendere nessuno per alcuna ragione al mondo, fu una vera e propria sorpresa. "Ogni volta che si è presentata una cosa come Doonesbury, è stata sempre censurata" prosegue Michael Moore "Il messaggio era chiaro: siate semplici, carini e non imbarcatevi in niente che sia rischioso, oltraggioso o politico. E soprattutto : niente che non sia bianco."

I Boondocks invece sono oltraggiosi, molto arguti e soprattutto neri... neri come l'autore Aaron McGruder, oggi a ragione, osannato dai fans di tutto il mondo, stimato dalla critica e temuto dal potere. Temuto dal potere come Gary Trudeau, con il suo Doonesbury, le cui strisce quotidiane sui giornali americani hanno scosso per decenni (e scuotono tuttora) le coscienze dei potenti, e dato l'insonnia a più di un numero uno della Casa Bianca. Le due strisce hanno poco o niente in comune, eppure l'accostamento fra il vecchio maestro (Trudeau) e il giovane talento (McGruder), in virtù del loro impegno politico e sociale, è un paragone più che appropriato.

I Boondocks sono apparsi per la prima volta nel 1999 sulle pagine del Los Angeles Time. Da allora la striscia si è evoluta man mano sempre più verso una forma di sarcasmo militante, con evidenti richiami alla situazione politica attuale. Le vicende vedono protagonisti due bambini afroamericani e il loro vecchio nonno. Il primo dei due bambini, Huey Freeman, ha dieci anni ed è un contestatore nato. La sua indignazione nei confronti delle ingiustizie, è vissuta alla stregua di un intellettuale che sogna di fare la rivoluzione, un pessimista radicale votato alle cause perse. Il fratellino più piccolo, Riley Freeman, è fissato con i gangsta rapper e sogna di diventare un criminale. La sua preoccupazione maggiore è quella di apparire un vero duro. Il nonno dall'alto della sua autorità - spesso messa a dura prova - è un vecchio disincantato e un po' burbero, la spalla ideale per costruire battute irresistibili.

Nei Boondocks infatti si ride molto: la bravura di McGruder è stata quella di aver coniugato l'impegno politico con la comicità. La drammaticità degli eventi sociali in mano ai
Boondocks fluisce attraverso la risata, che esplode puntualmente al termine di ogni striscia. In più condite da quel pizzico di poesia, che impreziosisce i fumetti di alto livello. Attorno ai tre personaggi principali vivono i coprotagonisti, anch'essi afroamericani e altrettanto irresistibili. Fra di loro una ragazzina figlia di un nero e una bianca. Jazmine DuBois ha gli occhi verdi e le pelle scura e cerca disperatamente di trovare la sua identità, sul confine tra due gruppi etnici contrapposti.

Dopo l'11 settembre le strisce dei Boondocks hanno passato un brutto momento. Il sarcasmo con cui venivano affrontate le reazioni al drammatico attacco alle torri Gemelle dell'amministrazione Bush -  colpevole a detta di McGruder di aver foraggiato Bin Laden e i suoi accoliti - fu accolto con fastidio dai direttori dei giornali, che lo sostituirono con fumetti meno impegnati. Ma l'impegno dell'autore non è calato affatto, anzi l'episodio dell'undici settembre sembra aver dato alle strisce dei Boondocks la spinta definitiva verso un impegno politico sempre maggiore. A furor di popolo le vicende di Huey e di Riley hanno invaso di nuovo le testate dei giornali più importanti e attualmente è la striscia americana più amata dai lettori. Come dimostrano i numerosi e prestigiosi premi riconosciuti al giovane Aaron  McGruder. Le strisce dei Boondocks sono pubblicate in Italia sul mensile "Linus".


 
 
 
 
 
 
 
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