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cabiria - verismo italiano

storia cinema

CABIRIA

La sera del 18 aprile 1914, al teatro Vittorio Emanuele di Torino, veniva presentata l'anteprima di "Cabiria" di Giovanni Pastrone (1882-1959). Di li a poco il film sarebbe stato proiettato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, rimanendo in prima visione per un anno a New York e per sei mesi a Parigi. Cabiria fu il primo grande successo del cinema italiano, realizzato con enormi sforzi produttivi e straordinaria meticolosità organizzativa.

Le innovazioni di Cabiria furono studiate a lungo da registi di tutto il mondo fra cui D.W.Griffith. Fra le innovazioni più importanti l'utilizzo delle lampade elettriche per ottenere effetti di chiaroscuro, l'impiego del carrello usato per passare dai campi lunghi ai primi piani, la cura delle scenografie (non più teloni dipinti ma vere e proprie costruzioni armate e stuccate. Sistema di cui Hollywood piu' tardi farà ampiamente uso). Cabiria comportò molte scene sensazionali: battaglie, distruzioni, incendi, il sacrificio dei bambini nel tempio di Baal. L'assunzione di Gabriele D'Annunzio come autore e promotore del film, fu il sigillo ad un'opera di straordinaria importanza.

In realtà il nome del poeta venne usato strumentalmente dai media. Leggiamo da "Storia del Cinema Italiano 1895-1945" di Gian Piero Brunetta: "(…) Cabiria e' tutta in testa a Pastrone, le stesse didascalie dannunziane seguono una scaletta predeterminata e quindi l'apporto creativo del poeta e' minimo (…)" A Dannunzio viene attribuita, oltre la stesura delle didascalie, la creazione dei nomi dei personaggi: Cabiria, Maciste, Karthalo… La fotografia del film e' affidata agli innovativi Giuseppe Tomatis e Augusto Battigliotti, il commento musicale ad Ildebrando Pizzetti. Il cast e' di qualità eccezionale, anche se oggi i gesti di quegli attori appaiono retorici e ampollosi. Troviamo Lidia Quaranta nel ruolo di Cabiria, Italia Almirante in quello di Sofonisba, Umberto Mozzato che interpreta Fulvio Axilla. Eppure il successo di Cabiria fu dovuto soprattutto all'interpretazione, straordinariamente sobria e non ampollosa, di un ex scaricatore di porto di Genova, un certo Bartolomeo Pagano. La sua popolarità fu talmente vasta che è per merito suo se, negli anni a venire, il personaggio di Maciste fu protagonista di molti altri film.



 

IL VERISMO ITALIANO

Il grande successo di Cabiria offuscò un'altra opera contemporanea di grande valore. Sperduti nel Buio di Nino Martoglio (1870-1921), tratto da un romanzo del 1901 di Roberto Bracco, e' il punto culminante del filone detto naturalista o verista. Sperduti nel Buio e Cabiria (entrambi del 1914) rappresentano le due correnti culturali predominanti: Il verismo e il dannunzianesimo. L'azione del film di Martoglio si svolge nei palazzi del ricco duca di Valenza e nei tuguri della Napoli di quegli anni. La nobiltà e' contrapposta alle superstizioni, ai miseri vicoli, al gioco del lotto, ad una Napoli affollata di mendicanti e di popolani. Con la felice interpretazione dell'attore siciliano Giovanni Grasso, il film colpisce ancor oggi per la straordinaria modernità, e influì sulla nascita del "neorealismo" degli anni quaranta.


Tuttavia in Storia del Cinema Italiano di Gian Piero Brunetta leggiamo "non e' possibile rintracciare un legame diretto nella produzione verista tra realtà e rappresentazione. La categoria di realismo va applicata con molta cautela (…) La rappresentazione viene effettuata ricorrendo a strutture narrative e stereotipi propri della letteratura ottocentesca (…) l'impatto con la realtà non assume mai un carattere di particolare violenza, e nel caso in cui la violenza sia oggetto di rappresentazione, la causa dipende in prevalenza da motivi individuali più che sociali."


Nel 1947, in pieno neorealismo, fu realizzata una nuova versione del film. La regia fu affidata a Camillo Mastrocinque ma i risultati, per l'eccessivo sentimentalismo, non furono all'altezza della prima opera.

 
 
 
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