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L'ESEMPIO DELLA FILM D'ART
Per fronteggiare la mancanza di fantasia che caratterizzava le prime sceneggiature, nel 1906 i fratelli Lafitte, fondatori della FILM d'ART, commissionarono ai maggiori scrittori francesi nuovi soggetti. Rostand, Sardou, A.France ed altri, ebbero il compito di far uscire il cinema dal circolo vizioso dei baracconi da fiera. Il primo successo della Film d'Art fu "L'Assassinat du duc de Guisé" del 1908, scritto da Lavedan, diretto da Le Bargy e Calmettes, musicato da Saint-Saen. Nel film la mimica era misurata, non cadeva mai nell'eccessiva gesticolazione. I personaggi erano quasi immobili.
L'Assassinio del Duca di Guisé fu tuttavia un successo isolato, la Film d'Art nel giro di pochi mesi fallì. L'iniziativa della casa dei fratelli Lafitte, però, ebbe un seguito, e non solo in Francia. In poco tempo la Pathé, la Gaumont, ed altre case di produzione, realizzarono adattamenti di opere note. Gli autori più richiesti, tra i francesi, furono A.Dumas, E.Zola,V.Hugo. Il regista che meglio di altri seguì l'esempio della Film d'Art fu André Antoine. Nei suoi film, in linea con la teoria di Zola enunciata nel libro Le Naturalisme au Theatre, ricorreva spesso ad attori non professionisti e a scenari naturali sia in interni che in esterni. L'esempio de "L'Assassinat du duc de Guisé" fu seguito anche in Italia. Citiamo per tutti "Inferno" (1911) della Milano Film, la cui direzione fu affidata a Francesco Bartolini e Adolfo Padovan. Lo scopo era quello, attraverso la letteratura, di dare uno statuto culturale al cinema. Scrive Matilde Serao riferendosi al film di Bartolini e Padovan "Questa cinematografia ha fatto rivivere l'opera di Gustave Doré"
INFERNO (1911)
PATHE'
Dal 1903, e per alcuni anni, il cinema fu dominato dalla Pathé Freres. L'azienda che aveva sede a Vincennes, grazie alla lungimiranza di Charles Pathé, appoggiato dal fratello Emile, denunciò in quegli anni incassi formidabili. Nel 1907 il capitale della Pathé superava i quindici milioni di franchi oro, e ogni film veniva ammortizzato con la vendita di sole venti copie. Oltre alla distribuzione e al noleggio dei film da loro prodotti, la Pathé decise di intraprendere la produzione di pellicola vergine, spezzando il monopolio detenuto dalla Eastman Kodak. Era nata la vera e propria industria del cinema, che più tardi si svilupperà anche in america, più precisamente sulle colline di Hollywood. In pochi anni l'influenza della Pathé Monopole si estese nella maggior parte dell'industria nascente creando generi e stili nuovi. Il catalogo Pathé annoverava i cineromanzi (storie sentimentali), i drammi realistici e a sfondo sociale, film erotici (accompagnati dall'avvertimento "Soggetti licenziosi di carattere piccante"), film comici (con le straordinarie interpretazioni di Max Linder).