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Griffith

storia cinema

DAVID WARK GRIFFITH (1875-1948)

David Wark Griffith cominciò la sua carriera come attore. Era nato nel Kentucky, a Louisville, e la sua prima parte da protagonista la ottenne in un filmetto di Searle Dawley. Alla Biograph, Griffith ebbe le maggiori occasioni della sua carriera. Affinò il suo stile di recitazione, ma soprattutto ebbe l'opportunità di dirigere un film. Se pensiamo che il giovane Griffith accettò quell'incarico con una certa esitazione, oggi ci viene da sorridere. E' infatti proprio nel ruolo di regista che Griffith entrerà a far parte della storia del cinema. Assieme a Billy Bitzer, operatore della Biograph, si accinse a girare quello che avrebbe dovuto essere il suo primo film: The Adventures of Dollie. Bitzer e Griffith per sedici anni costituirono la partnership più riuscita del cinema. I primi anni furono di sperimentazioni e soprattutto di successi commerciali. La Biograph con i film di Griffith vide i suoi profitti moltiplicarsi.

Gli attori sotto la sua direzione dovevano lavorare sodo soprattutto per soddisfare le esigenze del pubblico.Quando un soggetto gli piaceva, si limitava a cambiare attori, costumi, scene, e girava un nuovo film sulla vicenda già utilizzata.La reazione del pubblico fu sempre più entusiasta. Un regista di una casa concorrente, Allan Dwan, disse di Griffith: "Mi piaceva il gestire contenuto dei suoi film. Voglio dire le sue attrici. Non facevano mai un gesto ampio; tutti gesti piccoli. Non facevano i movimenti larghi e vecchio stile del teatro, come quelli che noi ottenevamo dai vecchi gigioni che passavano al cinema. Tutti noi lo imitavamo. Andavamo avidamente a vedere i suoi film per capire cosa c'era di nuovo. La sua illuminazione in controluce, con l'aiuto di Bitzer, era magnifica (...) Il brillare del sole nei capelli, l'alone attorno alle teste delle ragazze, il suo uso degli schermi riflettenti, tutte queste cose per noi erano nuove e interessanti, e quelli di noi che avevano buon senso lo copiavano". L'apporto di Griffith al cinema per trasformarlo dalla sua fase più primitiva a espressione artistica, da semplice spettacolo ad arte, fu determinante. Da molti, ancor oggi, è considerato l'innovatore del linguaggio cinematografico, un regista di ineguagliabile bravura.

Leggiamo su "Hollywood, l'era del muto" di Kevin Brownlow edito da Garzanti: "Si prenda la scena di Le Due Orfanelle.(1921) in cui Lillian Gish ode la voce lontana della sorella da tempo perduta, che chiede l'elemosina nella strada sottostante. Griffith mantiene sempre in primo piano il volto etereo di Lillian Gish; i capelli biondi della protagonista sono illuminati da un alone di luce. (...) La Gish esita, scuote la testa: < No > e si vede quasi che abbandona la speranza. < Non può essere mia sorella >. Ma la voce le arriva ancora agli orecchi. I suoi occhi brillano di speranza, poi il brillio scompare quando essa attribuisce il suono della voce alla propria immaginazione. Quando si ode nuovamente la voce, i suoi occhi si riempiono di lacrime, e anche i nostri. Si raggiunge il momento culminante della scena condividendo con Lillian Gish un senso di amore e disperazione instillato da una regia magistrale".

Dopo aver lasciato la Biograph, Griffith confezionò, fra il 1913 e il 1922, i suoi film più importanti: La Nascita di una Nazione, Intolerance, Cuori del Mondo, Giglio Infranto, Agonia sui Ghiacci, Le Due Orfanelle. L'esperienza accumulata nel periodo in cui lavorò per la Biograph fu determinante per la creazione dei suoi capolavori. Ciò che Griffith aveva in mente con La nascita di una Nazione (1915) era la realizzazione di una saga, cioè la storia di più membri di una famiglia. Il soggetto, la guerra di secessione americana terminata appena cinquanta anni prima, suscitava ancora sentimenti contrastanti e forti. L'uomo venuto da Louisville, dal sud degli Stati Uniti, vedeva nel film la possibilità di dimostrare quanto la sconfitta delle forze sudiste fosse stata sofferta e umiliante. Nella pellicola i guerriglieri del Ku Klux Klan erano gli eroi di un popolo senza scampo. Questa esplicita presa di posizione creò animate manifestazioni di protesta da parte delle Associazioni per il progresso della gente di colore. Il film fu vietato per anni in città come Chicago, St. Louis, Atlantic City...Vi si vedevano scene di saccheggio da parte di forze nordiste bianche e nere.

Ogni volta che La Nascita di una Nazione era in programmazione in una città del sud, la gente era in festa. E purtroppo fu proprio da questi episodi, da questi stati di eccitamento delle masse del sud, che in quell'anno si ricostituì il disciolto Ku Klux Klan; per molti il ruolo che ebbe il film di Griffith in questo drammatico evento fu determinante. La Nascita di una Nazione fu un enorme successo commerciale e la questione razziale, più che penalizzarlo, finì con il premiarlo ai botteghini. La Nascita di una Nazione è un film importante per la storia del cinema, pieno di soluzioni innovative oggi incorporate nella tecnica convenzionale del film. Se pensiamo che a quell'epoca non si disponeva di mezzi e congegni per la realizzazione di scene complesse, ma solo di una pesante "cinepresa" Pathè in legno azionata da una manovella, l'opera di Griffith assume una rilevanza straordinaria, sia per la fotografia eccellente, sia per la regia sempre ispirata.

Intolerance nacque dal successo di La Nascita di una Nazione e dall'influenza che il film italiano Cabiria, per la sua straordinaria spettacolarità, ebbe su Griffith. Il film è del 1916 e purtroppo il negativo non è più rintracciabile dal 1919. Esistono diverse copie del film e ciascuna è diversa dall'altra. Nel '26 e nel '33 lo stesso Griffith accorciò la durata del film che originariamente era di 208 minuti.Dal punto di vista commerciale Intolerance fu un insuccesso soprattutto per l'alto costo di produzione (in alcune scene furono usate anche cinquemila comparse, le scenografie erano gigantesche, i mezzi tecnici all'avanguardia...) mentre la critica attuale è concorde nel ritenere il film di estrema importanza per lo sviluppo del cinema e per l'influenza che ebbe sui cineasti di tutto il mondo. Il cinema sovietico degli anni venti deve molto a Intolerance e al suo montaggio innovativo, che segue una costante accelerazione man mano che la narrazione e il contenuto drammatico si sviluppano. Ad esempio la sequenza dello sciopero ebbe una forte influenza nella realizzazione della Corazzata Potemkin di Ejzestein e de La Madre di Pudovkin. Nella scena del film di Griffith vengono mostrati alternativamente gli uffici dove il proprietario e il direttore telefonano, l'angoscia delle famiglie dei quartieri operai, la barricata dei poliziotti, le strade con gli scioperanti, la fabbrica, i fucili che sparano, la disperazione delle donne. Si alternano panoramiche in campo totale con primi piani, sequenze di qualche secondo con altre di mezzo secondo. In una parola Intolerance fu un film d'avanguardia, che sconcertava lo spettatore.

Il "dramma solare di tutte le epoche dell'umanità", come amava definirlo Griffith, constava di quattro episodi: La Caduta di Babilonia, La Passione di Cristo, La Notte di San Bartolomeo, e il dramma moderno La madre e la Legge. Queste quattro parti, che non sono presentate separatamente, ma contemporaneamente, hanno come tema di fondo l'intolleranza *che combatte l'amore e la carità" (anche se la più importante delle intolleranze, quella razziale, viene evitata) e ciascun episodio viene trattato con stili diversi.

L'opera di Griffith, come abbiamo accennato, non fu agli inizi molto fortunata. Il film per il suo carattere pacifista venne interdetto in Europa durante la guerra, in Francia proibirono la proiezione dell'episodio della notte di S. Bartolomeo... Griffith, assillato dai creditori, a malincuore tentò di smembrare il film per presentare i vari episodi separatamente. Ma non servì a molto. Solo casualmente qualche anno dopo venne presentato in Russia: Alcuni giovani registi, Ejzenstein, Pudovkin, Kulesov, ne rimasero affascinati.

La Triangle, la casa che aveva prodotto Intolerance, venne sciolta. Dalle sue ceneri sorse la United Artist che si teneva su tre divi: Douglas Fairbanks, Mary Pickford e Charles Chaplin. Anche Griffith faceva parte della nuova società e fu proprio con essa che realizzò il suo ultimo capolavoro: Giglio Infranto

 
 
 
 
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