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IL VERISMO ITALIANO
Il grande successo di Cabiria offuscò un'altra opera contemporanea di grande valore. Sperduti nel Buio di Nino Martoglio (1870-1921), tratto da un romanzo del 1901 di Roberto Bracco, e' il punto culminante del filone detto naturalista o verista. Sperduti nel Buio e Cabiria (entrambi del 1914) rappresentano le due correnti culturali predominanti: Il verismo e il dannunzianesimo. L'azione del film di Martoglio si svolge nei palazzi del ricco duca di Valenza e nei tuguri della Napoli di quegli anni. La nobiltà e' contrapposta alle superstizioni, ai miseri vicoli, al gioco del lotto, ad una Napoli affollata di mendicanti e di popolani. Con la felice interpretazione dell'attore siciliano Giovanni Grasso, il film colpisce ancor oggi per la straordinaria modernità, e influì sulla nascita del "neorealismo" degli anni quaranta.
Tuttavia in Storia del Cinema Italiano di Gian Piero Brunetta leggiamo "non e' possibile rintracciare un legame diretto nella produzione verista tra realtà e rappresentazione. La categoria di realismo va applicata con molta cautela (…) La rappresentazione viene effettuata ricorrendo a strutture narrative e stereotipi propri della letteratura ottocentesca (…) l'impatto con la realtà non assume mai un carattere di particolare violenza, e nel caso in cui la violenza sia oggetto di rappresentazione, la causa dipende in prevalenza da motivi individuali più che sociali."
Nel 1947, in pieno neorealismo, fu realizzata una nuova versione del film. La regia fu affidata a Camillo Mastrocinque ma i risultati, per l'eccessivo sentimentalismo, non furono all'altezza della prima opera.
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