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La Settimana Enigmistica

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Film, recital, concerti… d’estate l’offerta è ampia, ma nella graduatoria dei passatempi preferiti nei mesi caldi dell’anno è l’enigmistica a farla da padrona. Da sempre considerato il passatempo più sano ed economico, l’enigmistica fu introdotta in Italia con la rivista  L'Aguzza-Ingegno della tipografia milanese Silvestri che uscì dal 1821 al 1831, una raccolta di sciarade e indovinelli. Le parole incrociate furono inventate solo nel 1890, da Giuseppe Airoldi, che pubblicò il primo schema su “Il Secolo Illustrato della Domenica”. Le prime parole incrociate non prevedevano ancora le caselle nere che furono introdotte da Arthur Wynne, nel 1913 nel supplemento al quotidiano statunitense World. Negli anni ’20 il cruciverba fu esportato in Europa ottenendo un enorme successo. Già nel 1925 appaiono sulla Domenica del Corriere i primi schemi; i tempi per una rivista che si occupasse interamente di giochi enigmistici e che comprendesse oltre i soliti logogrifi, indovinelli e anagrammi, anche le nuove parole incrociate di stampo americano, erano maturi.


Il 22 gennaio 1932 esce in edicola “La Settimana Enigmistica”, la rivista che con il passare del tempo vanterà innumerevoli tentativi di imitazione. Il settimanale, la cui redazione è a Milano, propone ai lettori giochi enigmistici come sciarade e parole incrociate, intervallati da barzellette e curiosità. Nel giro di pochi anni la Settimana Enigmistica si arricchisce di nuove rubriche e nuovi giochi, grazie alla capacità di famosi enigmisti che diventeranno veri e propri punti di riferimento del settore. Ricordiamo fra tutti Piero Bartezzaghi, padre di Alessandro (attuale condirettore della Settimana Enigmista) e di Stefano (ludolinguista), che fino alla fine degli anni ’80 curò il famoso Cruciverba a Schema Libero pubblicato a pagina 41.


P. Bartezzaghi sin da bambino mostrò un forte interesse nei confronti delle parole e dei giochi enigmistici. Esordì  sulle pagine del giornale milanese a soli 15 anni, e dopo 12 anni di collaborazione gli fu proposta l’assunzione in pianta stabile. Morì a soli 56 anni nel 1989, dopo aver reso immortale il suo nome. Sono in molti ancor oggi a dire “difficile come un Bartezzaghi”. Altro grande collaboratore della rivista fu Giancarlo  Brighenti (Briga) che da da solo fece la storia dei rebus italiani del Novecento. Sua moglie Maria (Brighella) li illustrava con grande precisione. Ma il vero artefice della rivista, il padre spirituale della Settimana Enigmistica, fu un signore che ancor oggi in ultima pagina viene ricordato con una sequela di titoli nobiliari e riconoscimenti da far accapponare la pelle al più assiduo degli araldisti: si tratta del fondatore Cavaliere del lavoro Gr.Uff.Dott.Ing. Giorgio Sisini Conte di Sant’Andrea, che rimarrà alla guida della rivista fino agli anni ’70. In molti lo ricordano come un burbero di grande carisma, sempre pronto a radunare attorno a sé validi collaboratori. Appassionato di volo collaborò come ingegnere nel 1944 a porre le basi della compagnia aerea Airone, che aveva lo scopo di assicurare collegamenti rapidi fra la Sardegna e la penisola.


La Settimana Enigmistica è nell’impostazione fondamentalmente conservatrice. Molti dei giochi che attualmente compaiono nella rivista, sono gli stessi di cinquanta-sessanta anni fa, per non parlare poi del lay out della prima pagina, inalterata anche nell’intestazione e nella foto in bianco e nero (nel primo numero compariva la foto di un’attrice messicana). Eppure di tanto in tanto la rivista di Palazzo Vittoria, in via delle Cinque Giornate n. 10, si concede il lusso di rinnovarsi, non solo con l’introduzione di nuovi giochi. Quando il 7 agosto del 1995, a seguito dell’informatizzazione, nel numero 3307 la grafica venne leggermente modificata, molti lettori ebbero da ridire. Anche l’introduzione del colore, avvenuta qualche anno più tardi, venne contestata dai più tradizionalisti. Le innovazioni all’interno della rivista sono più uniche che rare, e senza dubbio l’aver eliminato la pubblicità che impazzava negli anni ’50 soprattutto sulle prime e le ultime pagine, costituisce nella storia della rivista il cambiamento più radicale. La Settimana Enigmistica nonostante gli anni mantiene il suo stile, l’accurata grafica, l’alto livello dei giochi intervallati da curiosità e vignette-

 
 
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