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lira Vaticano

monete

Dopo aver visto le monete della Repubblica Italiana e quelle del lungo regno di Vittorio Emanuele III, ci sembra opportuno andare a curiosare nella produzione dello Stato della Città del Vaticano. Sono convinto che nei vostri porcellini di terracotta, nei cofanetti tintinnanti di vecchi e dimenticati spiccioli, o in una bella confezione della Zecca di Roma trovata nel cassetto di un vostro vecchio parente o amico, avrete trovato qualche moneta recante l’effigie di un papa. Monete spesso simili nella forma, nei materiali e nei valori nominali a quelle in circolazione nel nostro paese.



La monetazione del Vaticano si perde nella notte dei tempi. In questa nostra breve analisi, ci limiteremo a parlare solo degli ultimi ottanta anni ed esattamente da quando nel lontano 11 febbraio 1929, il Governo italiano e la Santa Sede stipularono i Patti Lateranensi e con essi la creazione dello Stato della Città del Vaticano. Come abbiamo già detto la monetazione riguardante lo Stato pontificio è molto più antica di quella data; è tuttavia nostra intenzione andare per gradi, analizzando monete del tutto simili, nei valori nominali e nelle caratteristiche tecniche, a quelle del regno (dal ’29 al ’46) e della Repubblica italiani (dal '46 al 2001). Dopotutto vale la pena sottolineare il fatto che tutta la monetazione vaticana, anche quella commemorativa, viene coniata nella Zecca di Roma, cioè la Zecca dello Stato italiano. In futuro ci proponiamo di fare qualche passettino indietro nel tempo, occupandoci anche dei periodi che precedettero lo storico accordo del 1929.



Dal 1° Gennaio del 2002 anche in Vaticano le vecchie monete e banconote sono state rimpiazzate dalla nuova divisa europea: l’Euro. Dunque anche oggi, come negli anni passati, le monete e le banconote del Vaticano sono simili per valore nominale, corso legale, caratteristiche tecniche, caratteristiche artistiche (ad eccezione di una delle due facce) alla moneta circolante nella Repubblica italiana. Le norme che regolano l’accordo monetario fra lo Stato della Città del Vaticano e lo Stato Italiano, per conto della Comunità Europea, sono contenute nel documento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee del 25 ottobre 2001.


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PIO XI

(Achille Ratti)

1929-1938



Discreta la quotazione delle 100 lire in oro coniate dal 1929 al 1935, soprattutto quella del 1930 quotata in fior di conio (fdc) 1150 euro. Negli ultimi anni del papato di Pio XI furono prodotte, in sostituzione delle prime, le 100 lire in oro leggermente modificate nei conii, ma sostanzialmente mutate nelle dimensioni. Le 100 lire prodotte dal ’29 al ’35 misurano 23,5 mm di diametro, le ultime 20, 7 mm con una considerevole diminuzione del peso e dunque dell’oro. Nonostante la diminuzione del prezioso metallo le 100 lire datate 1936 e 1937 hanno un alto valore numismatico, soprattutto quelle del ’37 (fdc 4500 euro; spl 2800 euro). Insomma una moneta molto, molto interessante dal punto di vista numismatico. Buona anche quella del 1930 (1200 euro in fdc)



Le 10 lire in argento (foto sopra), coniate dal 1929 al 1937 e nel cui contorno leggiamo “P C I R C” in incuso, sono considerate monete comuni, che non superano i 60 euro di valore in stato di conservazione fdc (quella datata 1929, senz’altro la più quotata : 66 euro). La sigla è l’acronimo di PAX CHRISTI IN REGNO CHRISTI, lo stesso che appare sulle monete, sempre in argento, del valore nominale di 5 lire. Per queste ultime vale lo stesso discorso fatto per le 10 lire.



Le 2 lire, la 1 lira, i 50 centesimi e i 20 centesimi, in nichelio, anch’esse datate 1929-1937, si somigliano fra di loro nelle quotazioni: eccezione fatta per il primo anno (circa 35 euro in fdc) le altre date non offrono valutazioni che superano i 25 euro. Tuttavia ci sono due quotazioni anomale, una piccola e una grande. Quella piccola riguarda i 50 centesimi del 1935, considerata più rara rispetto alle altre, che ha un valore in fdc di 50 euro. Quella grande riguarda i 20 centesimi sempre del 1935 e… beh, in questo caso il salto è notevole: 310 euro in fdc, 150 in spl, 80 in bb.


Le monete in rame sono quelle da 10 centesimi e da 5 centesimi e sono tutte quotate dai 20 ai 40 euro in fdc ad eccezione di quelle del 1938, che non furono mai emesse per la morte del Pontefice. Tutti gli esemplari datati 1938 (sia dei 10 che dei 5 centesimi), tranne il pezzo presente nella collezione reale, furono distrutti. Almeno questa è la versione ufficiale... ehm... in realtà le cose non devono essere andate così, dal momento che queste simpatiche monetine (talmente rare che non azzardiamo una valutazione neanche approssimativa) apparvero in più di un'occasione nei vari mercati numismatici. Insomma, signori… se possedete una moneta da 10 o da 5 centesimi coniata sotto il papato di Pio XI, date un’occhiatina speranzosa alla data. Mi raccomando però: se non corrisponde al 1938, non abbattetevi più di tanto. Dopotutto si sarebbe trattato di un “mezzo miracolo”.



Buone le quotazioni delle Serie Complete composte da Lire 10 e 5 in argento, 2 e 1 in nichel, centesimi 50 e 20 in nichel, 10 e 5 in rame. Per una serie completa del 1935 (oro escluso) ci si può spendere anche 450 euro in f.d.c., 200 euro in spl e 100 in bb. Buona valutazione anche per l'Annata Completa del 1929 (200 f.d.c. - 100 spl - 80 mb)





SEDE VACANTE
1939

Nel breve periodo che precedette l’elezione del nuovo papa (Pio XII) furono coniate due monete del valore nominale di 10 e di 5 lire, entrambi in argento. Sono monete comuni che in stato f.d.c. valgono rispettivamente 60 e 35 euro.




PIO XII
(Eugenio Pacelli)

1939-1958



Durante il lungo pontificato di Pio XII furono coniate molte monete, le più interessanti delle quali sono le 100 lire in oro. Di queste monete ne furono prodotte nei vari anni ben cinque tipi: il primo, coniato fra il 1939 e il 1941, può raggiungere in f.d.c. la quotazione di 440 euro, in spl 260 euro. Il secondo, che si differenzia dal primo solo nel conio del rovescio, fu prodotto dal 1942 al 1949 e raggiunge un’interessantissima quotazione nel 1946 (f.d.c. 800 euro, spl 450). Il terzo tipo fu coniato solo nel 1950 in occasione dell’Anno Santo, ed e’ quotato 220 euro in f.d.c. e 150 in spl. Il quarto tipo va dal 1951 al 1956 e presenta quotazioni alte, con un picco nel 1954 (f.d.c. 980, spl 460). Il quinto e ultimo tipo fu coniato negli ultimi due anni del suo pontificato (1957, 1958) e ha una quotazione in f.d.c. che va dai 350 ai 400 euro. Come abbiamo detto queste monete sono in oro, e va da sé che la loro quotazione è particolarmente appetitosa.



Dal 1955 al 1958 furono coniate anche le 100 lire in acmonital (la lega delle vecchie cento lire Minerva, per intenderci), che tuttavia hanno un valore che non supera i 15 euro in stato di conservazione f.d.c., 2,50 euro in spl e mezzo euro in bb. Stesso discorso vale per le altre monete coniate durante il pontificato di Pio XII, ma con alcune non trascurabili eccezioni. Ad esempio le 10 lire in argento prodotte dal ’42 al ’46 presentano una quotazione discreta (180 euro) se in f.d.c., cosi’ come le 5 lire in argento degli stessi anni (160 euro in f.d.c., 75 in spl). Per quanto riguarda le monete su metalli meno nobili è da rilevare l’interessante quotazione delle 2 lire in acmonital coniate dal ’42 al ’46. A parte quelle appartenenti al primo anno (1942), tutte le altre, in f.d.c. sono quotate 110/120 euro. Analogo discorso per la 1 lira in acmonital dello stesso periodo. I 10 centesimi e i 5 centesimi in bronzital, identici nelle figure ma differenti nel peso e nel diametro, coniati sempre fra il ’42 e il ’46 sono classificati con un coefficiente di rarita’ elevato e hanno un valore in f.d.c. di circa 130 euro. Discreta quotazione anche per i 5 centesimi del 1941 (f.d.c. 125 euro, spl 75 euro).



Molto interessanti le quotazioni inerenti alle Annate Complete che comprendono dal 1939 al 1946 le 10 e le 5 lire in argento , le 2 e 1 lira in nichelio-acmonital, i 50, 20 centesimi in nichelio-acmonital e i 10 e 5 centesimi in bronzital; dal 1947 al 1953 le lire 10, 5, 2 e 1 in italma; dal 1955 al 1956 lire 100 e 50 in acmonital e lire 10, 5, 2 e 1 in italma; nel 1957 furono aggiunte le 20 lire in bronzital e nel 1958 le 500 lire in argento. Le serie complete del 1943, 1944, 1945 e 1946 sono quelle più appetitose dal punto di vista delle quotazioni. Tutte e quattro valgono in f.d.c. 960 euro (per ogni annata). Buona valutazione anche per la serie del 1941: 470 in f.d.c.; per la serie del 1949: 200 euro in f.d.c.




SEDE VACANTE
1958



Nel periodo di interregno, furono coniate con una tiratura di centomila pezzi le 500 lire in argento, che presentano sul contorno in rilievo la scritta STATO DELLA CITTA’ DEL VATICANO. Alcune di esse, per motivi che ignoriamo ( i soliti scherzi della zecca!!!), non presentano l’accento sulla A di CITTA’ (STATO DELLA CITTA DEL VATICANO). Queste monete non hanno un valore elevato - ne’ le prime ne’ quelle con lo strano refuso - anzi a dire il vero queste ultime sono meno quotate delle prime (f.d.c. 35 euro per le prime, 15 euro per le seconde).





GIOVANNI XXIII
(Angelo Giuseppe Roncalli)

1958-1963



Nel breve pontificato del “papa buono”, oltre alle Annate Complete Confezionate che comprendono le Lire 500 in argento, le 100 e le 50 in acmonital, le 20 in bronzital, le 10, 5, 2 e 1 in italma (interessante la serie del 1960: 150 euro in f.d.c.), fu coniato un solo tipo di moneta commemorativa. Si tratta delle 100 lire in oro del 1959, molto ben quotata: f.d.c. 1450 euro, spl 1000 euro, bb 700 euro.




SEDE VACANTE
1963

Una tiratura di 200.000 pezzi per le 500 lire Sede Vacante del ’63, che non superano il valore di 10 euro in f.d.c.




PAOLO VI
(Giovanni Battista Montini)

1963-1978

Malgrado il lungo pontificato di Paolo VI, nessuna moneta, oltre a quelle raccolte nelle Annate Complete, furono coniate dalla Zecca di Roma per conto dello Stato Vaticano. Quotazioni basse per le confezioni annuali, ad eccezione ovviamente per la serie di prova in argento coniata dal 1963 al 1972. Le annate complete confezionate furono composte dal 1963 al 1977 dalle solite Lire 500 in argento, le 100 e le 50 in acmonital, le 20 in bronzital, le 10, 5, 2 e 1 in italma, mentre quelle del 1978 non presentavano le monete da 1 lira.




SEDE VACANTE
1978

Fra la morte di Paolo VI e l'elezione al soglio pontificio di papa Luciani, furono coniate le 500 lire in argento, con una tiratura di 190.500 pezzi. Quotazione bassa per questa moneta... di passaggio (7 euro per un f.d.c.)




GIOVANNI PAOLO I
(Albino Luciani)

1978


Durante il brevissimo pontificato dello sfortunato papa Luciani, furono coniate solo le 1.000 lire in argento (sul contorno la scritta HVMILITAS). Il valore di questa moneta, considerata comune, è di appena 15 euro in f.d.c.




SEDE VACANTE
Settembre 1978

In attesa del nuovo papa, lo Stato della Città del vaticano emise una moneta del valore nominale di 500 lire in argento, con tiratura di 194.500 pezzi. La moneta ha basso valore numismatico.




GIOVANNI PAOLO II
(Karol Woityla)

1978-2005



Durante il pontificato di Karol Woityla si assiste ad una ricchissima produzione di monete commemorative, oltre alle Serie divisionali Annuali in lire che si fermano nel 2001, ultimo anno di vita della Lira.



Nel 1996 fu coniata (tiratura 6000 pezzi) una particolare moneta da 100.000 lire, in oro (917), 28 mm di diametro, 15 grammi di peso, fondo specchio. La moneta si chiama: Verso l’Anno Santo del 2000 e il suo valore oggi si aggira attorno ai 500 euro. Sul rovescio della moneta appare la facciata della basilica di San Giovanni in Laterano. Una moneta simile ma che riporta sul rovescio la facciata della basilica di San Paolo fuori le mura, sempre in FS (fondo specchio) ha un valore che si aggira sui 400 euro. Quella con Santa Maria Maggiore (1998) è quotata 450 euro, quella con San Pietro (1999) 400 euro. Nel 2000 fu coniata un’altra moneta commemorativa da 100.000 lire, in oro (917) fondo specchio. Nome dell’emissione: Anno Santo del 2000 Crocifissione. Valore: 450 euro. Un’altra coniata nel 2001 dal nome particolare (la Simbologia nell’arte religiosa), quotata oggi sui 450 euro, mette fine alle monete da 100.000 lire commemorative prima di lasciare spazio agli Euro. Da notare che parallelamente a queste prestigiose monete, furono prodotte anche quelle dal valore nominale di 50.000 lire, sempre in oro (917), sempre fondo specchio, e sempre destinate ai numismatici e non certamente alla circolazione. La più quotata e’ quella del 1996 (Verso l’Anno Santo del 2000) con la basilica di San Giovanni in Laterano raffigurata sul rovescio: 350 euro il suo valore.

Sono molte le monete commemorative in argento coniate sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Ne citeremo solo alcune.

Il dittico (serie di due monete) Anno Santo delle 500 e 1000 lire coniato nel 1983 e 1984, ha una quotazione in f.d.c. di appena 15 euro.

Il dittico emesso in unico astuccio di due monete da 10.000 lire, sempre in argento, differente nei conii ma non nel valore, peso e misure (una commemora il Battesimo al Giordano, l’altra Gesù Maestro) oggi è quotata 100 euro. Altro dittico con monete da 10.000 lire, del 1998, sempre in argento (Ultima Cena e Crocifissione) sono quotate sugli 80 euro.

Un altro ancora, sempre con due monete da 10.000 lire in argento, emesso nel 1997 (Tempesta Sedata e Guarigione del Paralitico) ha un valore di 80 euro. Questi ultimi dittici fanno parte delle serie Verso l’Anno Santo del 2000, e sono ovviamente monete destinate alla raccolta e non alla circolazione. Per vedere queste ultime (le monete circolanti) elevate a valori numismatici, anche se non sempre apprezzabili, bisogna ragionare in termini di Serie Divisionali Annuali. Come sapete alla fine del 2001 la vecchia Lira va in pensione. Le serie divisionali del Vaticano sotto il pontificato di Woityla sono costituite da Lire 500 (in argento), 200, 100, 50, 20 e 10 lire dal 1979 al 1981; da Lire 1000 (in argento), 500 (spariscono quelle in argento e vengono introdotte le bimetalliche in acmonital e bronzital), 200, 100, 50, 20 e 10 lire dal 1982; nel 1997 vengono aggiunte alla serie le 1000 lire bimetalliche.

Le monete appartenenti alle annate più recenti, differentemente a quanto si possa pensare, sono quelle che hanno valori numismatici più alti. Questo avviene in relazione alle tirature che di anno in anno diventano sempre più basse. Una serie completa del 1979, tanto per farvi un esempio, in f.d.c. vale appena 9 euro; una serie completa del 2001 (XXIII anno di pontificato di Karol Woityla) vale circa 85 euro.

Le quotazioni in questa pagina sono solo indicative e suscettibili di variazioni

 
 
 
 
 
 
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