attracco

Vai ai contenuti

Menu principale:

Lumiere - Melies

storia cinema

I FRATELLI LUMIERE

Non tutti sono concordi nell'attribuire l'invenzione del cinema ai fratelli Lumiere. I numerosi tentativi di dare movimento alle immagini fotografiche, coinvolgono personaggi del calibro di Edison, Skladanowsky, Marey, ai quali molti storici attribuiscono la paternità del cinema. Certo è che i fratelli Lumière ebbero il grande merito di mettere fine alle numerose e imperfette macchine per la visione delle immagini che invasero fiere e lunapark alla fine dell'ottocento. Ricordiamone solo alcune: Fototeatrografo, Zografo, Lampascopio, Telettroscopio, Lucifono, Movimentoscopio, Stipetiscopio, Badizografo, Fototropo, e la lista potrebbe andare avanti ancora per molto. Quella dei fratelli Lumière è la sintesi perfetta di tutte le ricerche e i tentativi fatti fino ad allora, tant'è che ancor oggi i contenuti del loro brevetto (n. 245032, depositato il 13 febbraio 1895) costituiscono le fondamenta della settima arte. Ad esempio prima di loro nessuna proiezione di film era stata mai fatta su uno schermo. La visione del "fenomeno" in movimento era riservata ad un singolo spettatore per volta, come nel Cinetoscopio di Edison, che permetteva la visione del film solo osservando da un piccolo foro praticato su un apparecchio grande come un armadio. E poi è indubbiamente merito dei fratelli Limière se il cinema, che prende forma dai mille rivoli di mille brevetti, trova una strada unica, accettata e acclamata da tutto il pubblico a livello mondiale.

E' il 28 dicembre 1895. Siamo al numero 14 di Boulevard des Capucines a Parigi. Il Salon Indien, nello scantinato del Gran Cafè, accoglie 33 spettatori paganti. Un franco è il prezzo per assistere alle attrazioni principali della serata: le fotografie a colori dei Fratelli Lumiere. In appendice al programma la proiezione su uno schermo di cortometraggi a tema realizzati dagli stessi Lumière. Ma le fotografie fisse a colori - le lastre Authocrome, la cui produzione iniziò solo nel 1907 - quella sera sono destinate a fare da cornice. Ad affascinare la platea sono i brevi filmati realizzati per mezzo della loro ultima invenzione: il cinèmatographe. Uomini che escono da una fabbrica, un omnibus colmo di passeggeri in place de Cordeliers a Lione, un bimbo che gioca con un pesce rosso, un uomo che non riesce a salire su un cavallo… Inizia una nuova era. Il cinema parla un linguaggio universale, è capace di unificare le emozioni e di trasformare l'immaginario collettivo.


Il nostro modo di percepire la realtà, il tempo e lo spazio, non sarà mai più lo stesso.



Figlio di Antoine Lumiere, fratello di Auguste, con il quale condivide l'invenzione del cinematografo, Louis Lumiere vive in un'epoca di grandi mutazioni tecnologiche e culturali. La percezione dello spazio e del tempo, nel periodo che va dal 1880 allo scoppio della prima guerra mondiale, si trasforma irreversibilmente. Non a caso la nuova invenzione viene vista dai Lumiere soprattutto come innovazione tecnologica, strumento per rappresentare la realtà della classe borghese della Belle Epoque, prima ancora che come spettacolo. La famiglia, il lavoro, la quotidianeità, trovano nelle prime pellicole dei Lumiere un veicolo di propaganda sociale. Già nel 1896 i Lumiere dispongono di un piccolo esercito di operatori, inviati a documentare gli avvenimenti in ogni parte d'Europa. La dilatazione degli spazi, primi piani e campi lunghi, e del tempo, passato, presente e futuro, sono figli del nuovo modo di pensare la realtà. Per trovare un corrispettivo in pittura basti pensare alla piccola rivoluzione impressionista e alla nascente pittura cubista.

Eppure è proprio in questo clima di spensierato ottimismo - che dovrà infrangersi a breve con l'imprevista deflagrazione del conflitto mondiale - che si gettano le basi della nuova grammatica cinematografica. Louis Lumiere sviluppa accanto alla ricerca tecnologica, agli intenti dichiaratamente scientifici, un'insospettata sensibilità artisca.

La tecnica fotografica di Louis Lumiere era molto raffinata. Egli aveva una capacità che superava di gran lunga la maggior parte degli altri fotografi di quel tempo, soprattutto per la maestria nel comporre l'inquadratura. Il suo primo film, che possiamo considerare anche il primo spot pubblicitario della storia del cinema, è La Sortie Des Usines (l'uscita dalla fabbrica): camera fissa e lunga sfilata dei lavoratori della loro fabbrica che escono dallo stabilimento di Lione. Ricordiamo che i Lumiere sono proprietari assieme al padre della più importante fabbrica di pellicole d'Europa. In testa gli operai e alla fine i padroni su una carrozza, seguiti da un usciere che chiude i battenti. Fra le opere del chimico e industriale di Lione, che assieme al fratello Auguste brevettò il Cinematographe nel 1895, ricordiamo Il Pranzo del Pupo, Il Vaso dei Pesci Rossi, Lite fra i Bimbi, La Demolizione di un Muro. Un vero e proprio album di vita familiare che diventa, con il passare del tempo, un documento sulla vita di una ricca famiglia francese dell'epoca.

Fra le pellicole più interessanti di Louis Lumiere troviamo Barque Sortant du Port (barca che esce dal poarto), ricco di effetti in controluce. I suoi due film più famosi sono L'Arrivée d'un Train (l'arrivo di un treno) e L'Arrosseur Arrosé (l'innaffiatore innaffiato). L'Arrivo di un Treno, provocò un vero e proprio senso di panico fra i primi spettatori, che credettero di finire schiacciati dal treno che avanzava sullo schermo. Essi avevano identificato la loro visione con quella della macchina da presa, che per la prima volta diventava protagonista del dramma. L'Innaffiatore Innaffiato più che per le soluzioni tecniche e compositive, riveste un ruolo importante per il soggetto, è infatti unanimemente considerato il primo film comico in assoluto. Va ricordato che Louis Lumiere fu anche il primo operatore di attualità.

Dopo l'enorme successo avuto con le proiezioni al Gran café, assoldò una folta schiera di operatori che, da lui stesso guidati, furono i veri e propri protagonisti del cinema di cronaca. Fra tutti ricordiamo Promio che nel 1896 inventò una tecnica ancor oggi usata abbondantemente: la carrellata. Leggiamo dalla Storia del Cinema Mondiale di Georges Sadoul la dichiarazione dello stesso Promio al suo ritorno da Venezia: - Me ne tornavo in gondola al mio albergo, vedevo le rive fuggire davanti allo scafo e pensai che se il cinema permetteva di riprodurre immagini in movimento, si poteva ben tentare di capovolgere i termini e filmare, con l'aiuto di una macchina da presa in movimento, gli oggetti immobili.

 

GEORGES MELIES (1861 - 1938)

Georges Meliès è considerato il creatore dello spettacolo cinematografico. Prima di lui, a dire il vero, altri registi come Dickson, Kuhn, Joly, si erano cimentati nell'impresa di raccontare una storia attraverso il cinema, ma senza raggiungere gli straordinari risultati e l'originalità di Meliès. Direttore di una piccola sala destinata agli appassionati di illusionismo, Meliès fu spettatore stupito della prima rappresentazione dei fratelli Lumiere al Gran Café. Dopo pochi giorni acquistò una cinepresa e una serie di rotoli di pellicola vergine Kodak. Nel 1897 costruì un teatro di posa alle porte di Parigi, nel quale girò i suoi primi capolavori.

I trucchi cinematografici furono la sua arma vincente (come quello delle "sparizioni" usate di frequente nei suoi primi film). Fu anche il primo ad adattare al cinema i modellini, ad utilizzare il montaggio non più solo come incollaggio in sequenza delle scene girate, a riprendere attraverso un acquario creando strani effetti. Meliès in quegli anni gettò le basi per il futuro linguaggio cinematografico, portando nel cinema gli elementi che costituivano l'apparato teatrale : attori, sceneggiature, costumi, trucco, scenografie… fu merito di Meliès se entrarono a far parte della costruzione di un film. Tuttavia, fortemente legato all'estetica teatrale, Meliès non divise il film in sequenze, ma in quadri; e non optò per il cambiamento di angolo visuale (caratteristica essenziale del cinema). Il regista francese pose la macchina da presa in fondo al teatro di posa, come uno spettatore seduto sulla sua poltrona. Le prospettive visuali dell'ipotetico spettatore rimanevano invariate per tutta la durata del film. La sua estetica fu quella che possiamo chiamare "del teatro filmato", e che gli permise di girare i suoi grandi capolavori, di creare il suo mondo fantastico e meraviglioso, poetico e affascinante, fra scienza e magia. Griffith, il regista americano di Nascita di una Nazione e di Intolerance, senza conoscere bene Meliès, disse di lui: "Gli devo tutto".


Tra i film di Meliès, l'ultimo dei quali fu girato nel 1912, ricordiamo Miroir de Cagliostro,. L'Affaire Dreyfuss, Le Voyage dans la Lune, Le Muet Melomane, Jeanne d'Arc, l'Eclipse de Soleil en Pleine Lune, Voyage a' Traverse l'Impossible, L'Avare, Hydroterapie Fantastique, Cendrillon.

 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu