CINEMA > IL CINEMA MUTO
GEORGES MELIES (1861 - 1938)
Georges Meliès è considerato il creatore dello spettacolo cinematografico. Prima di lui, a dire il vero, altri registi come Dickson, Kuhn, Joly, si erano cimentati nell'impresa di raccontare una storia attraverso il cinema, ma senza raggiungere gli straordinari risultati e l'originalità di Meliès. Direttore di una piccola sala destinata agli appassionati di illusionismo, Meliès fu spettatore stupito della prima rappresentazione dei fratelli Lumiere al Gran Café. Dopo pochi giorni acquistò una cinepresa e una serie di rotoli di pellicola vergine Kodak. Nel 1897 costruì un teatro di posa alle porte di Parigi, nel quale girò i suoi primi capolavori.
I trucchi cinematografici furono la sua arma vincente (come quello delle "sparizioni" usate di frequente nei suoi primi film). Fu anche il primo ad adattare al cinema i modellini, ad utilizzare il montaggio non più solo come incollaggio in sequenza delle scene girate, a riprendere attraverso un acquario creando strani effetti. Meliès in quegli anni gettò le basi per il futuro linguaggio cinematografico, portando nel cinema gli elementi che costituivano l'apparato teatrale : attori, sceneggiature, costumi, trucco, scenografie… fu merito di Meliès se entrarono a far parte della costruzione di un film. Tuttavia, fortemente legato all'estetica teatrale, Meliès non divise il film in sequenze, ma in quadri; e non optò per il cambiamento di angolo visuale (caratteristica essenziale del cinema). Il regista francese pose la macchina da presa in fondo al teatro di posa, come uno spettatore seduto sulla sua poltrona. Le prospettive visuali dell'ipotetico spettatore rimanevano invariate per tutta la durata del film. La sua estetica fu quella che possiamo chiamare "del teatro filmato", e che gli permise di girare i suoi grandi capolavori, di creare il suo mondo fantastico e meraviglioso, poetico e affascinante, fra scienza e magia. Griffith, il regista americano di Nascita di una Nazione e di Intolerance, senza conoscere bene Meliès, disse di lui: "Gli devo tutto".
Tra i film di Meliès, l'ultimo dei quali fu girato nel 1912, ricordiamo Miroir de Cagliostro,. L'Affaire Dreyfuss, Le Voyage dans la Lune, Le Muet Melomane, Jeanne d'Arc, l'Eclipse de Soleil en Pleine Lune, Voyage a' Traverse l'Impossible, L'Avare, Hydroterapie Fantastique, Cendrillon.
La crisi di fine secolo
Nel 1897, l'anno in cui Meliès cominciò la sua attività di regista, il cinema era già in crisi. L'interesse del pubblico per quella che era considerata una mera dimostrazione scientifica si affievolì. L'incidente del Bazar de la Charité, nel quale duecento persone dell'alta società perirono carbonizzate a causa di un guasto alla lampada ad etere di un proiettore, contribuì ad allontanare la gente dalle sale cinematografiche. Ma la vera causa di questo repentino allontanamento, fu l'eccessiva ripetizione di soggetti, come treni in arrivo e innaffiatori annaffiati, che i numerosi imitatori di Lumiere non si stancavano di realizzare. Il cinema era appena nato e il pubblico già si annoiava. Meliès non fu immune da questa crisi, e ne uscì grazie alla sua "attualità ricostruita". Il pubblico, stanco delle riprese dal "vero", cominciava ad apprezzare le ricostruzioni nei teatri di posa di Meliès. E ne decretò il successo.