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monete

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Questo spazio è dedicato a tutti coloro che negli anni passati hanno avuto l'abitudine di conservare le monete della nostra oramai scomparsa vecchia  lira, e oggi si ritrovano con ingombranti scatoloni tintinnanti, vecchi porcellini di terracotta, barattoli di caramelle di altri tempi, pieni di 10, 20, 50, 100 lire, nascosti in cantina, dimenticati in vecchi armadi. Ci si possono addirittura scoprire  vecchie monete degli anni quaranta, introdotte all'indomani del conflitto mondiale o - e perché no? - qualche moneta del periodo di Vittorio Emanuele III, grande intenditore di numismatica. E si sa, una monetina può valere anche centinaia - ma che  dico centinaia - migliaia di euro. Ma non ci eccitiamo troppo, mi raccomando: le monete che troverete in questi "contenitori del passato", difficilmente avranno un valore che vi cambierà il corso della vita, anche se molte di esse rappresenteranno  quantomeno un valore affettivo. Però, però... e se dentro la scatoletta magica si conservasse, quasi per caso, la monetina di valore? E' difficile, ma non impossibile. D'altra parte indovinare una vincita alle lotterie non è facile ugualmente...  e tutti ci giocano. Ecco perché prima di portare in banca i vostri soldi (parlo di monete, non di cartamonete), o prima di ricavarne orribili collanine bucandole con un trapano, fareste bene a dare un'occhiata ai nostri suggerimenti e ascoltare le  nostre valutazioni.
Non si sa mai!.


Le monete, per una esatta valutazione, dovrebbero essere analizzate dal vero. Tuttavia cercheremo di offrirvi alcune indicazioni  che vi permetteranno di scartare le monete che non possono avere alcun interesse numismatico (dato il valore nominale in rapporto all'anno e allo stato di conservazione), e porvi dei dubbi su altre, che potrebbero avere un interesse economico più o  meno elevato.



Cominciamo alla grande: lo sapete che le 500 lire in argento coniate nel 1957, dal nome PROVA 3 CARAVELLE, hanno un valore niente male? Sono quasi sicuro che nessuno  di voi la troverà nei suoi vecchi "porcellini di terracotta" tuttavia... insomma che vi costa dare un'occhiata? Fate attenzione alla direzione delle bandiere poste sui vascelli , incise su una delle due facce della moneta. Se le bandiere sventolano  a destra, avrete una moneta che nel migliore dei casi può anche raggiungere il valore di 100 €, dipende dallo stato di conservazione. Se le bandiere sventolano a sinistra (ovvero in senso contrario alle monete regolari) allora... BINGO (come  oramai si dice anche da noi).

Infatti, se la conservazione della moneta è in Fior di Conio, il valore è di circa 15.000 €. In stato di conservazione SPL il valore si aggira sui 10.000 €. Di queste monete con la bandiera controvento,  e che portano la dizione PROVA, datate 1957, ne furono coniate all'epoca solo 1004, pochine in effetti per sperare di ritrovarsene una in casa... ma voi guardate, e non vi lasciate influenzare dalle statistiche.



Qui sopra riportiamo affiancate le due versioni: notate le bandierine e... ditemi al volo qual'è quella che vale di più!!! Mi sono permesso questo giochino per dimostrarvi che spesso si può  giocare con i soldi... senza puntare niente.


MESSAGGIO IMPORTANTE A TUTTI i possessori di monete d'argento: non pulitele MAI (dico MAI) con lucidanti chimici. Rovinereste la moneta (anche se sembrerà più brillante) e con essa  il suo valore numismatico.





Ora andiamo invece a dare un'occhiata alle monete che per anni, per decenni, sono passate quotidianamente nelle nostre  mani. Partiamo dalle 100 lire MINERVA (sapevate che ad ogni moneta si può dare un nome?). Queste 100 lire furono coniate per la prima volta nel 1950, ma solo nel 1955 uscirono dalle ripetute prove eseguite su vari metalli. Possedere una moneta 100  lire MINERVA PROVA è veramente una cosa rara.

Un pezzo da cento lire del 1955
, fior di conio (praticamente mai usata) può valere anche 2000 €. Se lo stato di conservazione è meno buono la valutazione scende vertiginosamente. Fior di Conio significa che la moneta è rimasta "immacolata" dall'uscita della Zecca. Trovarla dentro un vecchio salvadanaio non significa, dunque, aver rovato il "tesoro" di cui in questi giorni di fine febbraio 2014 si fa un gran parlare. Comunque è in ogni caso una moneta interessante, da tenere in considerazione anche negli stati di conservazione non ottimali.


La stessa moneta (senza la dicitura PROVA) datata 1963 (f.d.c.) puo' valere 90-100 €, ma se la trovate dentro una delle vostre scatole, senza la protezione necessaria per attribuirle lo stato di fior di conio, la valutazione è molto più  bassa, diciamo un paio di €, per essere generosi. Sigh!

Questa comune moneta, che ci ha accompagnato per 50 anni, ha avuto, come dire, vari incidenti di percorso durante la sua lunga esistenza. Alcune 100 lire del 1972, ad esempio presentano,  dopo la data incisa, un segno obliquo (/); se ne trovate una, ed è ben conservata, potete ricavarci anche 200 €, in FDC.

Le 100 lire piccoline, quelle che furono coniate agli albori degli anni '90, che tanto fecero arrabbiare i presbiti  e che proprio per tale motivo ne fu sospesa la coniazione, hanno bassissimo valore numismatico.

A partire dal 1993 furono coniate le nuove 100 lire, cosiddette ITALIA TURRITA. Queste monete hanno una storia particolare da raccontare. Durante  la loro lavorazione il conio si ruppe e si dovette sostituirlo con uno nuovo, che presenta delle piccole differenze. Del 1993 sono in circolazione entrambe le tipologie, quelle del primo e quelle del secondo conio. Se ne avete una appartenente al primo  tipo, in f.d.c., potrete ottenere dalla sua vendita anche 100 euro. Il secondo tipo, sempre in f.d.c., non andrebbe oltre 1 euro di valore. Bella differenza, eh?!?

Ma come riconoscere le une dalle altre? Beh, sappiate che quelle del primo tipo  presentano la testa dell'Italia sul dritto più piccola rispetto alle successive. Anche la leggenda è più lontana dal bordo. Insomma per capire se ne avete una da 100 euro, dovete necessariamente confrontarla con un'altra da cento lire.




Parallele alle 100 lire MINERVA troviamo le 50 lire VULCANO. Dopo qualche anno di PROVA, la moneta cominciò la sua avventura nel 1954. Se ne possedete una f.d.c. di quell'anno (1954) il valore  è di 300€, se è molto ben conservata stiamo sui 60 €, se è solo in buone condizioni... beh la numismatica è crudele, non pensate di farci più di 5 €.

Ottime le 50 lire del 1958. Ne furono coniate solo 850.000  (per darvi un'idea nel 1955 ne furono coniate 70 milioni, e nel 1978, per darvi sempre un'idea, ne furono coniate 416 milioni).

Avere una 50 lire del 1958 può voler dire avere una moneta che in f.d.c. vale 2000 euro, e anche scendendo nella scale dello  stato di conservazione, la quotazione rimane interessante (SPL circa 500 euro).

Buone annate furono anche il '59, il '60 e il '61. Un f.d.c. del 1960 vale poco meno di 1000 euro. Tenete presente che se la moneta è rigata e presenta i rilievi  anche un po' usurati, la quotazione crolla a circa 1 euro. Vedete!!! Avevano ragione i nostri genitori a dirci di tenere a posto le cose !!!!

Comunque se ne avete una di quelle piccoline, coniate a partire dal 1990, che sia proprio datata 1990,  e in f.d.c. potrete anche guadagnarci 15 euro. Certo erano talmente piccole quelle monete (la cui coniazione fu interrotta a furor di popolo) che scovarne una sarebbe come aver trovato un ago nel pagliaio.





Quanti di  voi avranno trovato dentro il vecchio porcellino di terracotta le 5 e le 10 lire coniate nella leggera lega Italma? Le 5 lire TIMONE o DELFINO, a seconda di come le si guardi, furono coniate per la prima volta nel 1951 e sostituirono il più ingombrante  vecchio tipo che durava dal 1946, e che presentavano in una faccia un grosso grappolo d'uva. Premesso che ogni moneta con la scritta PROVA ha un alto valore numismatico e sono assai rare, vediamo quali possono essere le altre 5 lire, quelle più comuni  senza la dicitura PROVA, che suscitino in noi una... ehm... poco disinteressata attenzione.

Nel 1956 ne furono coniate solo 400.000, un numero basso se pensiamo che solo l'anno precedente ne uscirono dalla Zecca di Roma ben 159.000.000. Ecco  perché le 5 lire di quell'anno (1956) hanno un discreto valore numismatico, ma come al solito, per rendere bene, devono essere conservate bene. Vediamo il dettaglio di quell'anno: f.d.c (fior di conio) valore circa 1.700 €
- spl (stato di conservazione  splendido) 700 € - bb (stato di conservazione buonissimo) 150 € - mb (stato di conservazione molto buono) 50 €. Un altro anno interessante per questa moneta è il 1969, ma solo per quelle che presentano una piccola astina obliqua  in basso alla sinistra della cifra 1 nella data (1969). Interessante davvero...anche se il loro valore non è eccessivo: con un fior di conio si possono ottenere circa 90 €. Tutte le altre "annate" hanno valori numismatici molto bassi. Per farvi  un esempio: le 5 lire del 1952, in conservazione - diciamo - bb, hanno un valore che non supera 1 €.. Eh già!

Nel 1989 si verifica tuttavia il solito scherzo della Zecca. Alcune monetine comprese nei 2 milioni e 500 mila totali, presentano  il timone rovesciato. La moneta è classificata NC (non comune), ma comunque non rara. Se ne trovate una nel vostro porcellino sappiate che il loro valore si aggira sui 5 euro. Se ne possedete una in f.d.c. siamo circa a 15 - 20 euro.




Passiamo alle 10 lire, quelle con l'aratro su un lato e le SPIGHE di grano sull'altro. Anch'esse iniziarono la loro lunga "carriera" nel 1951, e anch'esse sostituirono  il vecchio tipo che durava dal 1946. Sempre escludendo le ricercatissime monete con la scritta PROVA (è facile scoprirle, basta leggere su una delle facce la scritta "prova"), le 10 lire non hanno annate di particolare "prestigio".

Forse solo il fior  di conio del 1954 (90 €) è degno di essere notato; per le altre la valutazione è bassa. Un esempio? 10 lire del 1969 fior di conio, dunque sigillata dalla zecca di Roma e mai messa in circolazione, vale non più di 2 €. Una menzioncina  la farei anche per quelle datate 1956 (f.d.c. 25 euro).


Le 10 lire SPIGHE non hanno avuto una grande fortuna numismatica. Ma se siete di quella generazione che spendeva una tale somma per comprare una caramella o un chewing gum, alzandosi sulle  punte dei piedi per arrivare alla cassa... beh, almeno una, conservatela per ricordo!



Per la monetina da 20 lire sono interessanti quelle del 1970  con la lettera P al posto della R (simbolo della Zecca di Roma), alcune del 1974 coniate in lega bianca (90 € per un fior di conio) quelle particolari del 1980 e del 1982 che presentano su entrambi i lati il ramo di quercia.

Coniata a  partire dagli anni '50, questa monetina in Bronzital, subì una modifica nel 1968, quando dopo un periodo di assenza se ne riprese la coniazione. Le monete del '68 avevano, a differenza delle vecchie sorelle, il contorno liscio. In quell'anno ne furono  coniate 999 con la scritta PROVA. Averne una sarebbe un bel colpaccio ! In f.d.c vale 800 euro. In spl non più di 400 euro. Datate 1068 ne esistono molte senza la scritta PROVA. In questo caso il valore scenderebbe per un FDC a meno di 100 euro.

Averne una con la P di prova del 1956, invece, potrebbe essere un affare di 1200 euro.



Se possedete le 2 lire (quella con L'APE da un lato e L'OLIVO  dall'altro) sappiate che quella del 1958 in fdc vale circa 400 €, spl 300 €, bb 150 €, mb 75 €. Ma anche le altre, a parte alcune annate senza gloria, possono darvi delle piccole soddisfazioni.

Tutte le monete successive  al '68 sono emissioni riservate ai collezionisti. Le 2 lire OLIVO, infatti, non furono più coniate a partire dal '59. Nel 1968 fu ripresa la coniazione solo ai fini della collezione; dunque a partire da quell'anno queste monete si trovano solo nelle  confezioni della zecca.


Anche la 1 lira (CORNUCOPIA) fu coniata fino al '59 per essere poi nuovamente prodotta dal '68 solo per i collezionisti.  Questa simpatica monetina in Italma dal peso poco superiore al mezzo grammo e dal diametro di 17 millimetri, sembrava fatta apposta per stare nelle mani dei bambini da cui spesso spariva in cambio di caramelle, gomme da masticare... Nel 1955 ne furono  coniate 32.640.000, un fior di conio di quell'anno è valutato sui 3 euro. Ovviamente come per tutte le monete se ne possedete una del 1951 con la scritta PROVA (posta in basso sotto la cornucopia), tenetevela ben stretta perché è una moneta molto  rara. Dello stesso anno senza la scritta prova invece se ne trovano molte, ma molte di più: 20 euro in fior di conio, 8 euro in SPL, 1 euro in BB. Vediamo il dettaglio datato 1953: 13 euro in fdc, 6 euro in SPL, 2 euro in BB.



Facciamo un salto in avanti e approdiamo alle 200 lire in bronzo, quelle dedicate al LAVORO. Ce ne sono alcune del 1979 e del 1983 coniate su Italma e non in bronzo. Queste "fuori metallo" possono avere un valore di 40 € per una spl e 100   ? per una fdc. Ce ne è una molto simpatica e divertente di 200 lire LAVORO, che presenta la donna di profilo, che appare su un lato , completamente pelata, totalmente priva di capigliatura. Che scherzi della zecca! Esse sono del 1979 e, malgrado la  particolarità, non hanno un valore altissimo: 50 € per un fdc. Ce n'è un'altra del 1979 senza la firma dell'incisore (20 € fdc) e una del 1978 con una mezza luna sotto il collo della donna (15 € spl, 42 € fdc). Esistono  molte 200 lire commemorative (centenario banca d'Italia, centenario arma dei Carabinieri, 70 anni dell'Aeronautica Militare Italiana, ecc... ecc...) che hanno, purtroppo, basso valore numismatico. Ne giravano veramente tante!



Abbiamo iniziato questa nostra breve panoramica con le 500 lire, e con le 500 lire direi di chiudere.

Sono del 1982 le prime monete da 500 lire bicolori e bimetalliche. Oltre a questa straordinaria innovazione, bisogna sottolineare anche la  presenza per la prima volta del valore espresso in caratteri braille, riportato nel rovescio. Nel 1991 il conio di questa moneta fu cambiato, pertanto da quella data le 500 lire presentano piccole differenze rispetto a quelle precedenti, come ad esempio  la grandezza della testa.
Dal punto di vista delle quotazioni segnaliamo solo l'annata 1987 con la firma piccola : 50 euro in FDC (quelle con la firma grande sempre dello stesso anno non superano i due euro di quotazione in FDC).

Dunque  attenti alla firma !!!



Esistono molti tipi di 500 lire in argento, tutte a carattere commemorativo. Oltre alle già citate 500 lire raffiguranti le 3 CARAVELLE, furono coniate, solo per citarne alcune, le 500 lire per il centenario dell'UNITA'  D'ITALIA, ovviamente nel 1961 (poi fino al 1963), le cui quotazioni sono basse (fdc 5 €). Poi abbiamo nel 1965 quelle dedicate al 7° centenario della Nascita di Dante, anch'esse non hanno un valore alto (fdc 6 €), ad eccezione dei soli  570 pezzi coniati che si differenziano dalle "sorelle" per la presenza della dizione PROVA posta sotto l'allegoria dell'inferno al rovescio della moneta (fdc 3500 €, spl 2500 €). Mica male, ma trovarle!


Nel 1974 furono coniate  le 500 lire in argento che commemorano il 100° anniversario della Nascita di Marconi (fdc 8,4 €). Anche per questa moneta la versione di PROVA, come per tutte le monete, alza il livello della quotazione. Una curiosità: alcune 500 lire dedicate  a Guglielmo Marconi durante il conio riportarono al posto di REPUBBLICA ITALIANA la scritta errata REPUBALIANA BLICA IT. Il valore di queste ultime è molto interessante, per cui guardate bene! (fdc 800 €, spl 350 €, bb 200 €).  Ci sono molte altre monete commemorative in argento del valore nominale di 500 lire. La più interessante, oltre alle già citate, è quella dedicata al centenario di Giovanni Bosco del 1988, per il fatto che fu confezionata solo nella serie annuale  della zecca (fdc 225 €, spl 80 €). Per tutte le altre commemorazioni la quotazione oscilla tra i 5 € e gli 80 € (fdc). Ora veniamo alle famose 500 lire bimetalliche di uso quotidiano (quotidiano almeno fino a poco tempo fa,  prima dell'introduzione dell'Euro). Esse furono coniate nel 1982 ed vengono chiamate TESTA FEMMINILE. Anche nella "veste" bimetallica troviamo alcune monete commemorative. Pur essendo una moneta bellissima sotto l'aspetto artistico, non ha praticamente  quotazione numismatica (la più alta quotazione si ha per quelle del 1991 in fior di conio:19 euro). Anche la versione "fondo specchio", espediente molto discutibile delle zecche per alzare le quotazioni, non supera mai il valore di 30 € in fior  di conio.


Nel 1970 fu coniata una moneta del valore nominale di 1000 lire per commemorare il centenario di Roma capitale d'Italia. Sono in argento  e pesano 14.6 grammi. La moneta oggi in fior di conio non vale più di circa 15 euro, in SPL 7 euro. Ma se ne avete una con la scritta PROVA il valore sale considerevolmente: in fior di conio 850 euro, in SPL 330 euro.


Le quotazioni in questa pagina sono solo indicative e suscettibili di variazioni

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