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MONETE: CONSIGLI PER NON SBAGLIARE (2) |
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Le monete hanno sempre avuto un fascino che va al di là del loro valore economico. Avere fra le mani un Baiocco del 1798 della Prima Repubblica Romana (1798-1799) e sapere che qualcuno quella moneta l'ha usata per sfamarsi, per divertirsi, o per vestirsi, in un periodo e in un contesto così lontani, può farci l'effetto di una macchina del tempo tascabile, e trasportarci a ritroso a più di duecento anni di distanza. Il viaggio a volte può essere molto lungo (una moneta romana, ad esempio) oppure più breve (una moneta 500 lire 3 Caravelle del 1957), ma comunque affascinante e coinvolgente Ora facciamo conto di programmare la nostra "macchina del tempo" per il periodo che va dal 1901 al 1946, in Italia, durante il regno di Vittorio Emanuele III, detto anche il re numismatico. Proprio per la vocazione del nostro ex sovrano, la monetazione della prima metà del Novecento, è molto ricca e varia, di conseguenza molto interessante dal punto di vista delle quotazioni. Anche in questo caso, come nella pagina in cui abbiamo trattato le monete della Repubblica Italiana, la nostra rubrica si rivolge non certo ad esperti numismatici (che non hanno bisogno dei nostri consigli) ma a tutti coloro che, prima di cantare il De Profundis alle vecchie lire andate in pensione definitivamente nei primi mesi del 2002, vogliono sapere se in quelle vecchie scatole di latta trovate in soffitta, o negli antichi cassetti delle zie, delle nonne o delle bisnonne, o in qualche sacchetto proveniente da quel lontano periodo, si celi il pezzo raro, o quanto meno degno di attenzione. |
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Vittorio Emanuele III assunse il titolo di Re d’Italia il 29 luglio del 1901 e abdicò il 9 maggio del 1946 in favore del figlio Umberto II. Nel lungo periodo del suo regno, si ebbe una ricchissima monetazione circolante. Descriverla per intero è impresa ardua e non consona allo scopo di questa rubrica, che più che esaudire la curiosità di neofiti numismatici (ai quali consigliamo testi più approfonditi), vuole semplicemente elargire consigli al più vasto pubblico dei collezionisti occasionali, cioè a tutti coloro che nei salvadanai di qualche nonno o bisnonno hanno avuto il piacere di trovare le monete in circolazione nella prima metà del Novecento. Iniziamo
con una vera e propria rarità: le 5 lire in
argento del 1901, la prima moneta che reca l’effigie del nuovo sovrano.
Sono sicuro, anzi ci metto la mano sul fuoco, che nei vostri vecchi
salvadanai, una moneta come questa non la troverete tanto facilmente…
anzi diciamo che non la troverete mai. Infatti ne furono coniati solo
dieci esemplari e non fu mai messa in circolazione. Era più che altro un
campione di presentazione, i cui esemplari furono donati alla regina, al Ministro, al
Sottosegretario … Beh, se siete nipoti dell’ex regina qualche speranza
la avete. Nello stato di conservazione f.d.c. (fior di conio) questa
“monetina” e’ valutata 50.000 Euro. Ma cosa fate? Siete corsi a
vedere se, per caso, ne avete qualcuna sparsa fra le vostre vecchie
monete? Sono io il primo a suggerirvi di non lasciare nulla di intentato,
ma in questo caso temo sia fatica sprecata. Faremmo
meglio a tornare con i piedi per terra.
Dal
1936 fu coniata una nuova moneta del valore di 2
lire (nome: Impero). Buone le quotazioni, soprattutto per quelle
del ’36, che a differenza delle altre, hanno il contorno liscio. Ottima
valutazione per quelle emesse nel 1942: f.d.c 650 Euro, spl 350 Euro, bb 250 Euro. Se
la fortuna è dalla vostra parte potreste scoprire di possedere 1
lira del 1905 (nome: Aquila Sabauda): f.d.c. 3500 Euro. Oppure 1
lira del 1908 o del 1909 (nome: Quadriga Veloce): rispettivamente 500 Euro
e 460 Euro in stato di conservazione f.d.c.
I 50
centesimi coniati dal 1936 al 1943 (serie IMPERO) sono anche quelli più comuni. Anche
in questo caso fanno eccezione quelle datate 1936 e 1943. Interessanti
quelle del 1939 in lega acmonital (acciaio monetario italiano: ferro e
cromo, che annuncia la progressiva scomparsa del nichelio) e con la data
dell’era fascista XVIII (fior di conio varia a seconda del tipo da 100 a
150 Euro). I
25 centesimi (nome: Valore) ebbero vita
breve. Furono coniate solo nel 1902 e nel 1903. Hanno un discreto valore,
soprattutto quelle del primo anno (f.d.c. 400 Euro). Interessanti
i 20 centesimi coniati dal 1908 al 1922 (la
serie prodotta dal 1926 al 1935 era a tiratura limitatissima e destinata
ai soli numismatici). Questa moneta in nichelio e dal contorno rigato
(nome: Libertà librata) e’ ben quotata per quanto riguarda quelle
coniate nel 1919, 1914 e 1910.
Ed
eccoci ai 10 centesimi. Nel 1911 fu coniata con tiratura di due milioni di pezzi, la moneta in rame del
Cinquantenario. Valutazione bassa per questa moneta che celebrava i
cinquanta Il
discorso cambia invece per i 5 centesimi coniati
dal 1908 al 1918 (nome: Italia su Prora). Tutti interessanti con un picco
notevole per alcuni del 1913, che portano la scritta D’ITALIA, senza il
punto fra la D’ e ITALIA, che aveva caratterizzato quelle del 1912 e la
maggior parte di quelle del 1913 (f.d.c. 1500 Euro, spl 800 Euro, bb 400
Euro). Anche gli altri si tengono su buoni livelli (es. 1908 f.d.c. 300
Euro, 1912 f.d.c. 200 Euro). I 5 centesimi I
2 centesimi (nome: Valore, dal 1903 al 1908
– nome: Italia su Prora dal 1908 al 1917) sono in rame, quindi difficili
da conservare senza che il tempo non li danneggi. Interessantissimi quelli
del 1907 (f.d.c. 1500 Euro, spl 700 Euro, bb 400 Euro), tiratura di appena
230.000 pezzi.
Buona quotazione per i 2 centesimi Italia su Prora del 1908 (f.d.c. 400 Euro, spl
200
Euro, bb 100 Euro) che hanno la R, che indica la zecca di Roma, in rilievo,
a differenza di tutte le altre che sono in incuso. Interessanti le
quotazioni della stessa moneta del 1910 (f.d.c. 250 Euro, spl 100 Euro, bb
50 Euro) e del 1912 (f.d.c. 150 Euro, spl 60 Euro, bb 40 Euro). La
moneta da 1 centesimo ebbe, rispetto alle
altre, un vita più limitata. L’ultimo anno in cui venne coniata è il
1918, e l’anno in cui fu messa fuori corso è il 1924. Dal 1902 al
1908 fu realizzata dalla zecca di Roma la moneta da 1 centesimo opera di
Filippo Speranza (nome: Valore). Il primo anno ne furono coniate appena
26.000 circa, per cui il loro valore è molto elevato (f.d.c. 4500 Euro, spl
3500 Euro, bb 2500 Euro). Dunque fate attenzione alla data, perché tutte le altre purtroppo hanno valore limitato ad eccezione di una
particolare del 1908, che ha la cifra 9 della data sullo 0, che vale 1000
Euro se f.d.c. e 500 Euro se spl. Il
Regio Decreto n. 229 del 29 ottobre del 1908 dette l’avvio all’altra
moneta da 1 centesimo, opera di Pietro
Canonica e Luigi Giorgi (nome: Italia su Prora), anch’essa in rame e
delle stesse dimensioni della precedente. Moneta che, come abbiamo già
detto, fu coniata per l’ultima volta nel 1918 e abolita nel 1924. Ottima
la valutazione per una moneta da 1 centesimo Italia su Prora datata 1908 (f.d.c.
3000 Euro, spl 1500 Euro, bb 1000 Euro). Interessanti quelle datate 1911 (f.d.c.
150 Euro, spl 100 Euro, bb 80 Euro) e 1918 (f.d.c. 120 Euro, spl 60 Euro, bb
50 Euro). Per le altre annate le quotazioni spaziano per un f.d.c. da un
minimo di 20 ad un massimo di 35 Euro. Ed ora diamo anche un’occhiata alle belle monete in oro che furono emesse durante il regno di Vittorio Emanuele III.. Sono generalmente monete molto appetibili dai numismatici e dunque dal valore elevato.
100
lire – nome Aquila Sabauda – in oro 900 – anni 1903 e 1905
– se ne avete una fatela valutare da un numismatico di fiducia, la loro
quotazione in stato fdc supera abbondantemente i 20000. Mica male! 100
lire – nome: Aratrice – in oro 900 – quella in f.d.c. del
1912 vale 8500 Euro. 100
lire – nome: Fascio – in oro 900 – anno 1923. F.d.c. 4000
Euro. 100
lire – nome: Vetta d’Italia – in oro 900 – anno 1925.
F.d.c. 8000 Euro. 100 lire – nome: Italia su Prora - in oro 900 – anno 1931 anno IX in f.d.c. 650 Euro; anno 1931 anno fascista X.in f.d.c. 1800 Euro. Ottime valutazioni anche per gli anni 1932 e 1933. 100
lire – nome: Littore del primo tipo – in oro 900 – anno 1936
f.d.c. 10000 Euro. 100
lire – nome: Littore del secondo tipo – in oro 900 – anno
1937 f.d.c. oltre i 35000 Euro. Difficile da trovare, dal momento che ne furono
coniate solo 249. 50
lire – nome: Aratrice – in oro 900 – anni 1910; 1912; 1926;
1927. Quella del 1912 in f.d.c. è quotata in f.d.c. circa 3500 Euro.
Quelle del ‘26 e del ’27 sono rarissime (circa 25000 Euro in f.d.c.) 50
lire – nome: Cinquantenario – in oro 900 – anno 1911. F.d.c.
2000 Euro. 50
lire – nome: Littore – in oro 900 – anni: 1931- IX (f.d.c. 450 Euro); 1931- X (f.d.c.
800 Euro); 1932 (f.d.c. 450 Euro); 1933 (f.d.c.
1800 Euro). 50
lire – nome: Impero – in oro 900 – anno 1936. F.d.c. 9500
Euro. 20
lire – nome: Aquila Sabauda – in oro 900 – anni: 1902 (f.d.c. 31000 Euro) in alcune di queste monete del 1902, al dritto, c’e’
un’ancora. Questo simbolo indicava la provenienza dalle miniere della
Colonia Eritrea dell’oro utilizzato per il tondino; 1903 (f.d.c. 3000
Euro); 1905 (f.d.c. 2000 Euro). 20
lire – nome: Aratrice – in oro 900 – anni: 1910 – 1912
(solo per numismatici con tiratura di 30/40 monete anche nel ’26 e
’27). La moneta del 1912 in f.d.c. vale circa 1900 Euro. 20
lire – nome: Fascetto – in oro 900 – anno 1923 (f.d.c. 1800
Euro). 10 lire - nome Aratrice - in oro 900 - Una f.d.c. del 1912 è valutata più di 8500 Euro (6500 per una in stato spl; 5000 Euro per una in stato bb) Concludiamo con le monete in argento. Le 20 lire in
argento 800 coniate dal 1927 al 1934 (nome: Littore) sono
interessanti dal punto di vista numismatico. Quelle del 1927 (VI anno fascista) e 1928. In f.d.c. rispettivamente
700
Euro e 900 Euro. Anche
le 20 lire in argento 600 emesse nel 1928
(nome: Elmetto) per commemorare il primo decennale della vittoria nella
prima guerra mondiale, sono molto interessanti
(f.d.c. 1800 Euro, spl 630 Euro, bb 300 Euro). Delle 10 lire dal nome Biga, in argento 835, ad eccezione di quelle rare emesse dal 1931 al 1934 (solo per numismatici), sono interessanti soprattutto quelle con due rosette sul contorno datate 1928 (f.d.c. 2900 Euro, spl 1100 Euro, bb 450 Euro). Ma anche le altre (dal 1926 al 1930) non sono affatto da disdegnare. Le 10 lire in argento 835 della serie Impero vennero emesse nel 1936 (seguirono fino al 1941 ma solo per numismatici). La moneta del '36 f.d.c. vale circa 200 Euro, spl 90 Euro, bb 35 Euro. Le 5 lire in argento (a parte quelle del 1901 con cui abbiamo aperto questa rubrica) vennero emesse nel 1911 (nome: Cinquantenario - f.d.c. 2600 Euro), nel 1914 (nome: Quadriga Briosa - f.d.c. 13000 Euro), nel 1926 (fino al 1930 - nome: Aquilino - buona quotazione per quelle del 1928) e nel 1936 (fino al 1937 - nome: Fecondità - dai 180 ai 230 Euro per una f.d.c.). Anche le 2 lire ebbero alcune serie in argento. Le prime furono battute nel 1901 (fino al 1907 - nome: Aquila Sabauda - ottima valutazione soprattutto per quelle del 1903, del 1908 (fino al 1912 - nome: Quadriga Veloce - un f.d.c. del 1911 vale circa 3000 Euro), nel 1911 (nome: Cinquantenario - 260 Euro per una f.d.c.) e nel 1914 (fino al 1917 - nome: Quadriga Briosa - meno quotate delle altre). Bene. Il nostro rapido excursus è terminato. Se avete qualche curiosità su queste e altre monete scrivete al nostro indirizzo E-mail. |
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Legenda |
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Stato di conservazione FDC (fior di conio) - indica una moneta mai circolata, praticamente come uscita dalla Zecca Stato di conservazione SPL (splendido) - indica una moneta che pur essendo circolata mantiene inalterati i rilievi e il contorno Stato di conservazione BB (buonissimo) - indica una moneta con leggere usure nei rilievi e nel contorno, ma ancora perfettamente leggibile.
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