Attracc

Vai ai contenuti

Menu principale:

Rat-Man

fumetti > italiani

RAT-MAN


Rat-man, il personaggio creato nel 1989 da Leonardo Ortolani, è senza ombra di dubbio uno dei più interessanti del panorama fumettistico italiano. Leo Ortolani nasce a Pisa nel 1967, ma si trasferisce fin da bambino a Parma, dove tuttora  vive e lavora. Per sua stessa ammissione è stato da ragazzo un appassionato divoratore dei fumetti supereroi della Marvel/Corno, con una particolare preferenza per il duo Stan Lee & Jack Kirby. In Rat-man, al di là dell'intento di parodiare  Bat-man, lo stesso stile dell'impaginazione fa chiaro riferimento a quelle tavole che riempirono le giornate di molti ragazzi degli anni sessanta e settanta: tre strisce per tavola, apertura con titolo a tutta pagina, cambio frequente del punto di vista  (l'inquadratura).

Nella prima avventura del simpatico topo di Ortolani, troviamo il protagonista alle prese con il Buffone, un personaggio ispirato al Joker di Batman, ma con un aspetto da Jester della Marvel. I riferimenti ai  supereroi della Marvel e al fumetto classico, sono presenti ovunque, anche nelle battute dei personaggi. Ad esempio in una vignetta della storia The R-File, Rat-man dice rivolto al lettore: "... E' una magia particolare... come quella del mago  Zupp, l'unico al mondo che riusciva a estrarre un cilindro da un coniglio...". In una vecchia storia datata 1937 di Mandrake - personaggio creato da Lee Falk - il mago illusionista, tenendo con una mano un coniglio e con l'altra un minuscolo cappello  a cilindro, rivolgendosi al lettore dice:"In quanti di voi hanno mai visto un cappello uscire da un coniglio ?". Dunque come leggiamo anche nel sito dedicato a Rat-man "La conoscenza dei fumetti Marvel del periodo d'oro da parte di Ortolani è sbalorditiva.  Da essi l'Autore attinge il linguaggio, il ritmo, la composizione delle tavole, l'enfasi delle pose e dei dialoghi". Ma Rat-man non si conclude qui, anzi quella del riferimento ai supereroi degli anni passati, è solo la base su cui si sviluppa questo  straordinario personaggio, capace di far ridere ed emozionare come pochi altri nella storia del fumetto italiano.


"Una misteriosa figura si aggira, senza pace, per i vicoli della città... Fruga tra le ombre della notte, come per trovare  un significato alla sua esistenza... Mentre i ricordi tornano alla sua infanzia, segnata da un doloroso ricordo... ...quando perse entrambi i genitori ad una svendita in un grande magazzino...".

In questo modo Rat-man si presenta al pubblico.  Di lui si sa ben poco. Sappiamo che è ricco, che ha un maggiordomo e che ha deciso di vendicare la scomparsa dei propri genitori combattendo la criminalità. Cercando un simbolo, un animale possibilmente, che portasse sgomento fra i malviventi, viene  illuminato dal postino che gli consegna il giornalino settimanale:Topolino. Ecco, sarebbe stato un topo. Da quel giorno sarebbe stato di giorno un ricco industriale e di notte Rat-man, il paladino della giustizia. C'è un solo piccolo particolare: Rat-man  è completamente imbranato. L'accoppiata supereroe-imbranato dà la possibilità ad Ortolani di esprimere tutto il suo potenziale comico. Lo fa servendosi del linguaggio verbale prevalentemente - il testo - ma anche giocando sulle pause delle vignette  mute, sulle reazioni mimiche dei vari personaggi. Pur essendo diversi, non mi è difficile paragonare il supertopo di Ortolani al Monty di Jim Meddick. Anche Monty è imbranato, anche le sue vicende sono scandite da una comicità travolgente.  Nonostante evochino stessi gusti e retrogusti della risata, tuttavia, ci sono differenze che vanno oltre a quelle stilistiche del disegno e contestuali dei personaggi. Se Monty deve fare i conti con le regole delle strips (le strisce) per cui ogni tre  vignette (circa) è richiesta la battuta, Rat-man deve poggiarsi su una vera e propria sceneggiatura, raccontare una storia. E la sceneggiatura è senza dubbio un altro punto di forza di questo fumetto.


Ortolani è riuscito a scrivere  storie avvincenti per il suo personaggio, degne dei grandi autori del fumetto. Se avete avuto la possibilità di comprare anni fa il numero 18 dei Classici del Fumetto di Repubblica, proprio dedicato a Rat-man, avrete letto la storia Titanic  2000 (sottotitolo: era la nave più bella di tutto il fondale), un esempio di rara maestria nella costruzione di un racconto per immagini. In Rat-man, non ci sono vere e proprie regole nella scansione delle risate. A volte arrivano una dietro l'altra,  lasciandoti senza fiato, altre volte si diluiscono in passaggi toccanti, commoventi, sentimentali (come quando l'amata gli muore fra le braccia). Sì perché la chiave del successo di Rat-man non è solo la sua imbranataggine congenita, ma anche  quella sorta di tenerezza che il personaggio suscita soprattutto nel pubblico femminile. Una simpatia a prima vista che giustifica il grande successo di questo personaggio, vissuto nei primi dieci anni di vita quasi ai margini della grande produzione  (più come fenomeno cult) e che da qualche anno, sta riscuotendo il tributo che merita.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu