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ALCUNE SCENE DEL FILM
ECCE BOMBO
di Nanni Moretti
1978 - 16 mm
Con Nanni Moretti, Fabio Traversa, Luisa Rossi, Lina Sastri, Glauco Mauri, Piero Galletti, Susanna Javicoli, Cristina Manni, Simona Frosi, Luciano Agati, Agenore Incrocci, Carola Stagnaro
Flaminia è interpretata da Carola Stagnaro
No veramente non...non mi va. Ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri. Senti, ma che tipo di festa è? Non è che alle dieci state tutti a ballare i girotondi ed io sto buttato in un angolo...no. Ah no, se si balla non vengo. No, allora non vengo. Che dici vengo?. Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce. Voi mi fate "Michele vieni di là con noi, dai" ed io "andate, andate, vi raggiungo dopo". Vengo, ci vediamo là. No, non mi va, non vengo.
Ecce Bombo esce a Roma l'8 marzo 1978. Otto giorni dopo Aldo Moro viene rapito dalle Brigate Rosse. Gli italiani si apprestano a vivere la fase più drammatica dei cosiddetti anni di piombo, cercando da una parte di comprendere le inquietudini da cui prende le mosse il delitto dello statista democristiano, artefice dell'avvicinamento tra DC e PCI, dall'altra di giustificare lo stato d'assedio messo in atto dalle istituzioni per reprimere le componenti eversive. Nanni Moretti con Ecce Bombo - due anni dopo lo spartano Io sono un Autarchico - mette sullo schermo la stessa generazione che dovrà fare i conti con quella realtà storica. Giovani usciti un po' ammaccati dal '68 e dal '77 e destinati a vivere tutte le contraddizioni, le angosce e la profonda incomunicabilità degli anni a venire. Un film che si inserisce nel contesto di allora, ma che a distanza di anni mantiene inalterata la freschezza degli argomenti trattati e dei personaggi, tessendo un ritratto di quella fase della nostra vita generalmente rincorsa dai grandi dubbi e dalle grandi speranze, dalle passioni, dalle delusioni: la giovinezza. D'altra parte il titolo stesso del film è l'ammissione esplicita dell'autore di andare oltre le apparenze contestuali, puntando invece sull'universalità del soggetto. L'assoluta incomprensibilità dell'urlo lanciato da uno straccivendolo di Ostia, lo sguardo attonito degli amici che lo osservano mentre si allontana. Il robivecchi pedala assieme alle sue cianfrusaglie gridando Ecce Bombo. Quattro amici lo osservano dalla spiaggia. Avevano organizzato una veglia notturna per poter ammirare il sorgere del sole, che spunta invece alle loro spalle. L'urlo Ecce Bombo è la risposta incomprensibile alla domanda che nessuno di loro in quel momento ha il coraggio di formulare.
Ugo Casiraghi, critico cinematografico, definisce il gruppetto di amici di Ecce Bombo "nuovi vitelloni". E in realtà anche a nostro parere si può azzardare un parallelo fra il primo film professionistico di un Moretti venticinquenne, e i Vitelloni di Federico Fellini girato proprio nell'anno in cui nasceva Moretti (1953). Entrambi sono film generazionali, parlano di giovani che non riescono a staccarsi dalle famiglie, sconclusionati, alla deriva. Ma se nel film di Fellini le contraddizioni dei personaggi vengono vissute all'interno della loro esperienza, isolati nel loro provincialismo, e la via di fuga, seppur impegnativa, risulta difficile ma a portata di mano, in Ecce Bombo l'isolamento dei personaggi sembra irreversibile, senza speranze. Fuggirne è impossibile, come dimostra la bella sequenza finale in cui il gruppo di amici decide di andare a trovare un'amica, sola e malata. I ragazzi dopo aver coinvolto un numero sempre maggiore di persone, si perdono per strada, chi per giocare a pallone, chi per mangiare una fetta d'anguria. E' l'amara fotografia di una generazione che dovrà fare i conti con gli anni '80 e che si scrolla di dosso, come un pesante fardello, le ultime resistenze della rivoluzione studentesca.
Nei vitelloni felliniani, doveva ancora compiersi il più profondo dei cambiamenti della società italiana, il boom economico, favorito dalla forte espansione edilizia e dalla nascita della cambiale come livellatore sociale. I giovani di allora crescevano sulle rovine della guerra, il contesto in cui vivevano era giustificato dai disastri del ventennio fascista, il loro problema era liberarsi del vittimismo neorealista, prendere un treno e costruirsi un futuro. I ragazzi di Ecce Bombo hanno superato la fase del boom economico (alla base dei moti del sessantotto) e vivono gli ultimi slanci della grande rivoluzione culturale dei movimenti studenteschi. Un film amaro, di riflessione e di rassegnazione, questo vecchio film del giovane Moretti.